«Senza Green pass non entra»       Lei insiste: polizia all’ex ospedale
L’episodio è avvenuto all’ex Sant’Anna

«Senza Green pass non entra»
Lei insiste: polizia all’ex ospedale

Accompagna a un esame il figlio minorenne ma non la fanno entrare - Asst: «Lo dice la norma»

Si è presentata al Sant’Anna vecchio, in via Napoleona, per una prestazione medica in favore del figlio minore – 14 anni – che era stata programmata da tempo. La mamma tuttavia, una cinquantenne di Como, non aveva il Green pass, nemmeno quello base. Il personale della struttura addetto ai controlli ha così impedito alla donna l’accesso, provocando la reazione indignata di quest’ultima che pretendeva di poter passare comunque.

In via Napoleona sono dovute intervenire le volanti della Questura: gli agenti di polizia – non senza fatica - hanno ricondotto la mamma alla ragione, convincendola a prendere un ulteriore appuntamento per il figlio cui presentarsi questa volta, in quanto accompagnatore, con il Green pass successivo al tampone negativo in farmacia. Il fatto è avvenuto alle 11 di mercoledì. «Siamo dispiaciuti per l’accaduto ma come previsto dalle normative ministeriali e regionali gli accompagnatori dei pazienti sono tenuti ad esibire il green pass anche se rimangono nella sala d’attesa degli ambulatori – precisa al riguardo l’Asst Lariana , contattata ieri pomeriggio – Si tratta di una misura di sicurezza a tutela degli altri pazienti presenti nella struttura e del personale che opera. Con l’occasione si ricorda che all’interno della sala visita l’accompagnatore, sempre con il Green pass, può entrare solo nel caso di pazienti minori, donne in gravidanza, pazienti non autosufficienti e disabili. La richiesta del Green pass vale per le visite specialistiche, così come per le vaccinazioni, le prestazioni di laboratorio, le prestazioni diagnostiche».

Il Green pass, lo ricordiamo, è richiesto anche agli accompagnatori dei pazienti costretti a recarsi al pronto soccorso per la semplice permanenza nella sala d’attesa. In assenza della certificazione, visto che l’accesso al pronto soccorso avviene per motivi di emergenza e quindi non è programmabile, gli accompagnatori di pazienti minori, donne in gravidanza, pazienti non autosufficienti e disabili, verranno sottoposti a un tampone antigenico.


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