Si perdono nel bosco  le ultime tracce di Mattia
Unità cinofile dei carabinieri all’esterno del rifugio Ai Barhi messo sotto sequestro dalla Procura (Foto by gianatti)

Si perdono nel bosco

le ultime tracce di Mattia

La scomparsa in Valmalenco: i cani trovano una pista, ma dura pochi metri

Como

Senza sosta e senza esito. Un’altra giornata di ricerche infruttuose Ai Barchi di Chiesa in Valmalenco. E oggi si ricomincia. Di Mattia Mingarelli, il comasco di 30anni salito in quota venerdì scorso per trascorrere un fine settimana sulla neve, non c’è più traccia. E non c’è nemmeno un indizio o una “pista” da battere. Solo congetture. Solo illazioni. E a questo punto c’è chi avanza l’ipotesi che l’uomo non sia più in zona. Diversamente il fiuto infallibile dei cani molecolari avrebbe dovuto segnalare una traccia.

Ai Barchi, quando le unità cinofile sono entrate in azione, i cani sembrava avessero fiutato qualcosa e hanno portato i loro conduttori verso il bosco. Ma poi si sono fermati. Mattia sembra svanito nel nulla. L’improvvisa scomparsa di tracce potrebbe far anche pensare a uno spostamento a bordo di un’auto o di un altro mezzo, come ad esempio una motoslitta.

Da giorni si setacciano i boschi attorno alla casa che i Mingarelli hanno preso in affitto, ma anche le vicinanze del rifugio Ai Barchi - ora sotto sequestro - sono state perlustrate palmo a palmo. Le indagini dentro il rifugio anche con il luminol - che serve a mettere in evidenza eventuali tracce di sangue - non hanno dato esito positivo, ma nonostante questo i sigilli al rifugio restano.

Ogni giorno una quarantina di uomini tra vigili del fuoco, soccorso alpino, guardia di finanza, e volontari si dà appuntamento dall’alba al tramonto per vagliare tutti i quadranti che lo staff di coordinamento ha tracciato sulla carta. Ma niente. Niente di niente.


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