Sindaco, Rapinese ci riprova  «I partiti vanno spazzati via»
Alessandro Rapinese (a destra) con il collega Fulvio Anzaldo

Sindaco, Rapinese ci riprova

«I partiti vanno spazzati via»

L’esponente civico si ricandida in vista del 2022. Centrosinistra: ipotesi Frangi. Centrodestra: dal Landriscina bis alle donne

Anche questa volta Alessandro Rapinese gioca d’anticipo e avvia la campagna elettorale verso le elezioni del 2022. Per lui è la terza volta che corre da sindaco (nel 2012 con Adesso Como e nel 2017 con la lista Rapinese sindaco) a cui si aggiunge una candidatura come aspirante consigliere comunale(il suo ingresso a Palazzo Cernezzi risale al 2008, quando era subentrato al dimissionario Giorgio Carcano di Area 2010).

Nel 2017 non arrivò per poco al ballottaggio, pur essendo la lista singola più votata e adesso è convinto, tra un anno e mezzo, di sconfiggere i partiti. «La partitocrazia - dice ora Rapinese annunciando di fatto la nuova corsa - ha le ore contate e Como sarà il primo capoluogo di una provincia importante a spodestare gli ingombranti partiti che l’hanno ammorbata. E a chi a questo sogno non crede, dico che per trovare una lista elettorale più rappresentativa di Rapinese sindaco, a Como bisogna scomodare la Forza Italia dei tempi andati, la Dc oppure il Psiup del 1946. Lega, Ulivo, Partito Comunista e compagnia bella non hanno mai raggiunto il sostegno popolare che oggi vanta la mia lista». E poi la sfida: «Como è pronta per una rivoluzione. Vera. Non vedo l’ora di mettere al servizio della città l’esperienza maturata. Esperienza che sarebbe un grave errore disperdere». Una corsa in solitaria, senza alleanze e che sarà contrassegnata dalla denuncia del fallimento della sinistra prima e della destra poi. In lista, di certo, non ci sarà più Ada Mantovani (la più votata del consiglio nel 2017,, con la quale i rapporti sono a dir poco tesi dopo la frattura con Rapinese e l’addio al gruppo).

E andando sul terreno delle candidature in movimento c’è, da qualche tempo, Bruno Magatti, che si è dimesso dal consiglio per dedicare energie a Civitas e all’individuazione di un percorso per arrivare alle elezioni. Si era già candidato sindaco nel 2017 e non ha finora confermato, ma nemmeno smentito, una sua nuova corsa.

Nel centrosinistra che appoggiò Maurizio Traglio, il tam tam dei bene informati da un po’ di tempo mette in cima alla lista il nome di Mauro Frangi, presidente di Confcooperative. Ma non va accantonata l’ipotesi di Vittorio Nessi (attuale capogruppo di Svolta Civica, la lista civica di Traglio) e c’è anche chi rilancia il nome di Barbara Minghetti.

Nel centrodestra, invece, per ora è tutto fermo anche perché, formalmente, il primo passaggio dovrà essere quello del sindaco Mario Landriscina che dovrà pronunciarsi sull’ipotesi o meno di un sua ricandidatura. Nel caso di un suo passo indietro (tutt’altro che improbabile), ha già acceso i motori l’assessore Elena Negretti (presidente della civica Insieme, ma vicina alla Lega). Il Carroccio potrebbe puntare anche sul vicesindaco a Adriano Caldara o sull’ex Alessandra Locatelli, fresca di nomina nella giunta regionale. Ma, alla fine, il nome potrebbe essere un outsider e, in ogni caso, l’accordo dovrà passare da Fratelli d’Italia e da Forza Italia che, su alcuni nomi, potrebbero mettere dei veti preventivi.


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