S’infrange il sogno della stella Michelin  Market Place, i lavoratori fanno causa
Lo chef Davide Maci nel ristorante The Market Place di via Rovelli, chiuso di fatto dal marzo scorso

S’infrange il sogno della stella Michelin

Market Place, i lavoratori fanno causa

Da marzo il ristorante è chiuso. Molti ex lavoratori reclamano il tfr e gli stipendi arretrati

Quella del The Market Place, diventato in breve tempo uno dei locali più raffinati e ricercati in città sul fronte della proposta culinaria, non è soltanto la storia di un sogno infranto. Quanto, soprattutto, il luogo dove l’ambizione per la stella Michelin ha lasciato il posto all’amarezza e alla rabbia di chi ha condiviso quel sogno e ora si ritrova costretto a ricorrere alle vie legali per chiedere tfr e stipendi arretrati. E di chi, addirittura, formalmente risulta ancora dipendente anche se da marzo, oltre alle porte sbarrate del locale, non riesce più a mettersi in contatto con lo chef, Davide Maci.

La storia del locale

Premessa doverosa, prima di entrare nel cuore della vicenda: abbiamo cercato anche noi, pure tramite social oltre che inviando una mail al ristorante di Lugano dov’è attualmente chef, a contattare Davide Maci. Purtroppo - finora - senza risultato. Proprio come successo agli ex dipendenti che, soprattutto tra il 2017 e il marzo 2020, hanno lavorato ai fornelli o in sala e che ad oggi raccontano di essere ancora in credito, soprattutto con riguardo al tfr.

L’avventura del cuoco di origini canturine parte, poco meno di una decina di anni fa, da via Borsieri, dove apre il The Market Place. In breve tempo il ristorante inizia a far parlare di sé: piace la proposta culinaria, piace l’ambientazione, piace la filosofia. E trovare un tavolo livero diventa di anno in anno un’impresa. Tre anni fa si inizia a parlare del ristorante di via Borsieri come di un potenziale candidato alla stella Michelin. Ma per far ciò serve una nuova ambientazione.

Maci si mette in società con lo chef Luca Robledo e decide di sdoppiare la propria creatura: porta il ristorante che sogna di diventare stellato in centro storico, in via Rovelli, e crea in via Borsieri il Local Market, gastronomia d’alto livello per palati esigenti. È in questo cambio di passo, che iniziano i problemi.

La controversia

Alcuni degli allora dipendenti, di entrambi i locali, raccontano di difficoltà nell’avere lo stipendio, di pagamenti ritardati quando non dilazionati. E chi ha deciso di trovare un’alternativa, dice di non aver più avuto il tfr e neppure i documenti (come il Cud) necessari per presentare la dichiarazione dei redditi. Mentre chi ha resistito, da marzo non sa più cosa ne è stato del proprio lavoro.

Almeno quattro ex dipendenti (uno del Local, gli altri tre del ristorante di via Rovelli) si sono rivolti alla Cgil e all’avvocato del sindacato, Giuseppe Schenatti: «Ci sono due tipi di questioni - spiega il legale - Da una parte chi ha lasciato prima del lockdown lamenta di non aver ricevuto tutto quanto gli spettava, in termini di tfr e alcuni anche di parte degli ultimi stipendi. E poi c’è chi ancora è formalmente dipendente, anche se da marzo non lavora, che non sa neppure se è mai stata aperta la cassa integrazione Covid e che adesso è nell’imbarazzo sul da farsi. Perché ci sarebbero gli estremi per le dimissioni per giusta causa, ma non è così scontato poi che l’Inps conceda loro l’indennità di disoccupazione».

Oltre ai quattro lavoratori che si sono rivolti alla Cgil, altri tre - proprio questa settimana - hanno deciso di rivolgersi a un altro sindacato per tentare le vie legali nei confronti dello chef, nonché amministratore, del The Market Place. «Abbiamo provato a contattare la controparte, ma al momento nessuno si è fatto vivo» conclude l’avvocato.

Su internet, intanto, il ristorante di via Rovelli risulta tuttora attivo: “apre alla 19” assicura google. Ma il telefono è staccato.


© RIPRODUZIONE RISERVATA