Stadio, dov’è il sintetico?  I tifosi sono furibondi  «L’assessore risponda»
I tifosi chiedono risposte sulla posa del manto sintetico

Stadio, dov’è il sintetico?

I tifosi sono furibondi

«L’assessore risponda»

La questione del campo sintetico al Sinigaglia si infiamma. La prima scadenza, quella fatta immaginare dal Comune e dalla stessa società Calcio Como, cioè fine giugno, è andata

La questione del campo sintetico dello stadio Sinigaglia si infiamma. La prima scadenza, quella fatta immaginare dal Comune e dalla stessa società Calcio Como, cioè fine giugno, è andata. Erano stati proprio palazzo Cernezzi e la società sportiva a prevedere la discussione in Giunta entro fine del mese scorso. Per il “via libera”, la concessione allungata alla società (12 anni), l’inizio dei lavori. Il fatto che questa scadenza non sia stata rispettata ha fatto andare su tutte le furie i tifosi. Non lo diciamo noi, basta leggere una qualsiasi pagina social delle genti azzurre.

I tifosi, visti anche i precedenti (e qui non hanno tutti i torti) vedono nero. Temono che il via libera per il sintetico non arrivi mai, dunque non arrivi nemmeno la concessione allungata e la possibilità da parte della società di iniziare a occuparsi in maniera più programmata e programmabile dell’impianto.

Foto, post, mail (mandate anche in Comune) passano dal pessimismo all’ironia. Come per esempio quella fotografia in cui si vedono delle pianticelle cresciute nelle mura esterne dell’impianto e la battuta sulla nuova destinazione d’uso: “Una serra?”.

Pessimismo

In realtà il pessimismo è suggerito anche da una cosa curiosa al limite dell’imbarazzante capitata a Varese: nello stadio degli eterni nemici, abbandonato a se stesso, è stato fatto... il fieno. Sì, un trattore ha radunato alcune balle di lunghi fili ingialliti. Paradossale: «Faremo quella fine lì», tuonano i tifosi. Esagerando. Ma il malumore che vi raccontiamo non è esagerato: nelle riunioni dei club si parla solo di questo (il campionato è fermo) e c’è chi aveva pensato a una manifestazione. Strada abbandonata dalla paura di restrizioni e diffide, seppure l’intenzione fosse civilissima nella forma. Ma qualcosa i tifosi vogliono fare: «Un anno fa, il 14 agosto - dice Alessandro Giummo dei Pesi Massimi - eravamo stati ricevuti dal sindaco: dopo un anno la situazione non è cambiata. Noi e tutta la tifoseria ci sentiamo presi in giro. Chiederemo un nuovo incontro. Siamo a un bivio, una società così non capita tutti i giorni. Forse a Como sono abituati che dello stadio se ne parli e non si concluda mai nulla. Ma stavolta l’intenzione è seria e sarebbe un delitto farla svanire».

E il Como? Non parla. Attende. Anche perché ci sono stati altri incontri riservati tra le parti, e sono ancora tutti convinti che la cosa si farà. Piuttosto in via Sinigaglia ci si sorprende che il dibattito sia esclusivamente tifoso e non della città, visto che si parla di un’area di pregio. Comunque: il ritardo cui stiamo assistendo ha un solo motivo. E cioè un ritardo nella riposta dell’ufficio tecnico in merito alla solita carta mancante dell’ultimo momento. Ma l’intenzione è quella di portare in Giunta l’argomento entro pochi giorni. Se arriverà l’ok, magari anche giovedì prossimo. Nulla è ancora perduto.

I tempi

Piuttosto si fa qualche calcolo: se ci vogliono due mesi per posare il sintetico, andare oltre il 15-20 luglio potrebbe diventare pericoloso. Vorrebbe dire arrivare a ridosso del campionato e forse giocare in campo neutro le prime partite del prossimo torneo. Si dice: ma tanto sarebbero a porte chiuse! E chi l’ha detto? Con l’aria che tira, con la pressione del Palazzo del calcio per riportare i tifosi allo stadio entro questa stagione in serie A, non è escluso di avere le porte aperte già al via del nuovo torneo.

La prossima settimana sarà decisiva. O arriva il nulla osta o i tifosi sono pronti a farsi sentire.


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