Sul flop elettorale è rissa tra FdI e Lega. «Voti dimezzati». «Non siete all’altezza»

Politica Molinari ribatte a Salvini: «Pochi consensi e vi siete ostinati a difendere Landriscina» - I lumbard: «Coda di paglia. Dovrebbero scusarsi, persi sei mesi perché non trovavano il nome»

Sul flop elettorale è rissa tra FdI e Lega. «Voti dimezzati». «Non siete all’altezza»
Giordano Molteni, Giorgia Meloni, Alessio Butti e Stefano Molinari

Accuse reciproche e parole forti tra Fratelli d’Italia e Lega dopo il mancato passaggio del primo turno da parte di Giordano Molteni, superato per 103 voti da Alessandro Rapinese.

Ad accendere le polveri era stato il segretario federale Matteo Salvini, per due volte a Como durante la campagna elettorale, che ha accusato i meloniani, pur senza nominarli direttamente: «A Como qualcuno ha fatto delle scelte sbagliate» le sue parole. La replica da parte del coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Stefano Molinari ha gettato ulteriore benzina sul fuoco.

«Evitiamo polemiche inutili soprattutto in presenza di dati inequivocabili»

«Salvini ha ragione, a Como qualcuno ha sbagliato - ribatte Molinari -. Ad esempio è incomprensibile quel 6,6% maturato dalla Lega nel capoluogo. A Erba , venti minuti di auto da Como, la Lega ha preso il 14%. Con quel risultato ora saremmo al ballottaggio contro la sinistra». E poi ha rinfacciato al Carroccio la continua difesa dell’attuale sindaco Mario Landriscina, che i lumbard (in questo senso si era espressa più volte l’assessore regionale Alessandra Locatelli) avrebbero voluto ricandidare: «A Como - sue parole - qualcuno ha sbagliato anche ostinandosi a sostenere la ricandidatura di Landriscina che oltretutto ha determinato un clamoroso ritardo nella campagna del centrodestra. Evitiamo polemiche veramente inutili, soprattutto in presenza di dati inequivocabili». Lui stesso su Facebook aveva anche lanciato un’ulteriore stoccata a Salvini che aveva invitato a non votare a sinistra: «Salvini dichiara: io non voterei la sinistra, quella stessa sinistra con cui è al governo della Nazione». E tra i commenti Sergio De Santis, consigliere comunale uscente di FdI: «Le responsabilità sono chiarissime, basta leggere i numeri: FdI triplica, la Lega dimezza». Ha pure accusato Landriscina di aver «contribuito a creare confusione, chiedendo il voto per una persona a lui cara e contemporaneamente suggerire il voto disgiunto».

«FdI a Como dovrebbe chiedere scusa ai comaschi e al sindaco uscente»

Le parole del numero uno provinciale di Fratelli d’Italia hanno messo in agitazione tutta la Lega comasca guidata a livello provinciale da Laura Santin che ha inviato nel pomeriggio una nota piena di ulteriori attacchi. «Qualcuno ha la coda di paglia e ha scelto di giocare a “scarica barile”». Poi fanno ancora quadrato su Landriscina: «Ancora una volta la Lega ha la lucidità politica per dire che l’unico risultato inconfutabile è che a Como il centrodestra, che governava la città, ha perso la possibilità di candidare il sindaco uscente per le decisioni politiche di FdI. Il centrodestra ha perso sei mesi decisivi di campagna elettorale perché FdI, che ha preteso su tavoli politici di esprimere il candidato, non riusciva ad individuare il nome giusto per la città di Como. Hanno preteso di condurre i giochi e non ne sono stati all’altezza».

E ancora: «FdI a Como dovrebbe chiedere scusa ai comaschi, al sindaco uscente Landriscina e a tutto il centrodestra, altro che fare inutili polemiche sul nulla. È una verità assoluta che se Giordano Molteni non è approdato al ballottaggio ci sono delle colpe: la coalizione non ha potuto costruire una lista civica del candidato e addirittura uno dei candidati proposti da FdI (Graziani) alla fine si è candidato contro». E in conclusione la Lega dà indicazioni di voto per il ballottaggio: «Votare è sì un diritto, ma anche un dovere ed è importante continuare ad esercitare questo dovere. L’abbiamo sempre sostenuto: non vogliamo dare la città alla sinistra».

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