Svizzera, ok ricongiungimenti familiari  E niente quarantena al ritorno in Ticino
Como: la dogana di Ponte Chiasso (Foto by Andrea Butti)

Svizzera, ok ricongiungimenti familiari

E niente quarantena al ritorno in Ticino

Via libera a chi ha parenti oltre confine ma si potrà entrare in Italia anche per turismo. Gli altri divieti restano in vigore fino a metà mese. Le autorità cantonali: «Controlli più rigidi»

La Svizzera e soprattutto il Canton Ticino non cambiano la linea di condotta a fronte della riapertura da oggi delle frontiere sul versante italiano.

Ieri a metà pomeriggio, in una lunga nota, l’Amministrazione federale delle Dogane ha confermato che «la Confederazione manterrà le sue restrizioni d’entrata (cioè in ingresso, ndr) alla frontiera con l’Italia», il che significa niente spesa al di qua del confine per i ticinesi (cosa che ieri ha nuovamente alimentato la rabbia dei negozianti comaschi) e niente pieno di carburante in Ticino per i comaschi. Ma c’è anche una buona notizia, attesa da tantissime famiglie (e non solo) e cioè che i ricongiungimenti familiari - possibili da oggi - non avranno poi il pesante fardello della quarantena una volta che la o le persone saranno rientrate in Ticino.

Verso le seconde case

«Non sono previste quarantene per chi rientra in Svizzera. Se qualcuno presenta sintomi deve restare a casa ed evitare contatti», ha affermato ieri pomeriggio il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi, ricordando ai ticinesi che oggi o nei prossimi giorni si recheranno in Italia «che in Lombardia vige l’obbligo di indossare la mascherina protettiva» (non così in Ticino). Oltre ai ricongiungimenti familiari, si potrà varcare il confine - direzione Italia - per turismo, per recarsi in una seconda casa (in Val d’Intelvi, ad esempio, diversi ticinesi posseggono case per la villeggiatura), ma anche per andare a cena o semplicemente per un caffè. Notizia questa importante per gli esercenti comaschi.

I timori del medico cantonale

In Ticino e più in generale in Svizzera potranno entrare i frontalieri (possessori del classico permesso “G”), ma anche gli stranieri con permesso C (domicilio), B (dimora, finalizzata ad attività lucrativa dipendente o indipendente) e L (dimora temporanea). Anche chi ha un familiare che versa in precarie condizioni di salute potrà varcare il confine (l’ingresso dovrà rispondere ai canoni dell’urgenza). Fino al 15 giugno - al momento - resta in vigore lo stop (direzione Italia-Svizzera) per gli studenti italiani. Quella assunta dall’Italia resta una decisione “unilaterale” e ieri Norman Gobbi ha ribadito che «Austria, Germania e Francia non saranno più considerati Paesi a rischio dal 15 giugno, mentre con l’Italia bisogna ancora decidere». Anche il medico cantonale Giorgio Merlani ha fatto sapere che «quella decisa dall’Italia è una riapertura estremamente coraggiosa». «Non vorrei che i contagi risalissero”, ha aggiunto Merlani. Nella nota di metà pomeriggio, l’Amministrazione federale delle Dogane ha precisato poi che «i controlli ai valichi di frontiera con l’Italia continueranno ad essere svolti in funzione dei rischi e saranno intensificati». Altra precisazione importante alla voce “turismo”: «Gli stranieri che entrano in Svizzera arrivando da un Paese limitrofo possono transitare sia per recarsi in Italia che per tornare a casa».


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