Tanti preferiscono l’auto
E sui bus (per ora) tutto ok

Nessuno è rimasto a terra, neppure con la capienza ridotta - Asf: «Situazione sotto controllo». Ma il vero test sarà nei prossimi giorni

Il primo giorno è andato bene. Una delle grandi incognite della ripartenza riguardava il trasporto pubblico. Con la capienza all’80 per cento, innalzata al cento per i viaggi inferiori ai quindici minuti, ci si chiedeva quanti ragazzi sarebbero riusciti a raggiungere la propria scuola e chi, invece, si sarebbe visto sfrecciare davanti il bus, pieno fino al limite e impossibilitato a caricare altre persone.

Ieri, non si sono verificate particolari criticità né pesanti affollamenti sui mezzi. La sensazione, almeno all’andata, è che molti genitori abbiano preferito accompagnare i propri figli in auto, risparmiando loro il viaggio sui mezzi pubblici. Del resto, le famiglie non hanno nascosto i timori sul rispetto delle norme e la gestione corretta dei flussi in salita e discesa. Inoltre, molti hanno ancora negli occhi cosa significasse viaggiare sui bus in epoca pre Covid, con i ragazzi scomodi e stipati come sardine.

Infine, la decisione di scaglionare gli orari da parte degli istituti, ha evitato di condensare su poche corse tutta l’utenza.

Dal canto suo, l’azienda dei trasporti fa sapere che «ha costantemente monitorato la situazione (e lo farà anche nei prossimi giorni, ndr) durante tutto l’arco della giornata, ed in particolare all’ingresso e all’uscita degli studenti, senza riscontrare particolari situazioni di criticità, anche grazie alla capienza dei mezzi riportata all’80 per cento, come da indicazione contenuta nel decreto. L’azienda aveva anche deciso di effettuare alcune corse di rinforzo sulle linee C20 e C19. Nella giornata odierna comunque non è stata rilevata alcuna situazione critica».

È bene ricordare come qualsiasi studente con più di 6 anni debba indossare la mascherina al momento della salita sul mezzo. È prevista una deroga nel caso in cui sia possibile “l’allineamento verticale” degli alunni su posti singoli (cioè disposti in fila e orientati in un’unica direzione). Questa regola, ieri, è stata rispettata dalla maggioranza degli studenti. Discorso diverso, invece, per quanto riguarda la salita e la discesa: la norma obbliga a mantenere un distanziamento superiore al metro e il passeggero, prima di salire, deve attendere che quello davanti a lui abbia preso posto. Ieri, almeno in piazza Vittoria, i ragazzi prendevano il bus alla “vecchia maniera”, accalcandosi davanti alle porte e salendo in ordine sparso. Stesso discorso per le uscite: in pochissimi hanno avuto cura d’attendere la discesa della persona prima di muoversi.

Archiviato il primo giorno, la vera prova del nove arriverà settimana prossima quando crescerà il numero di alunni in classe. Al momento, infatti, solo Caio Plinio, Da Vinci Ripamonti e Pessina hanno deciso di portare tutti gli studenti in aula (e non hanno avuto difficoltà). Hanno fatto scelte diverse le altre scuole: sono rientrati a rotazione Magistri, Giovio, Setificio, e Volta. Il Ciceri, invece, per i primi giorni ha deciso di portare in classe solo le prime.

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