Ticosa, colpo di scena: c’è un progetto

Ticosa, colpo di scena: c’è un progetto

Pronta la proposta di un gruppo con Paolo De Santis ed Enrico Lironi,

si punta sull’edilizia convenzionata

Pronto un progetto per far rinascere l’area della Ticosa. Dopo mesi di lavoro dietro le quinte, un gruppo capitanato dall’imprenditore Paolo De Santis e nato in seno all’associazione Officina Como presenterà oggi al Comune una dettagliata proposta. Al tavolo ci saranno il sindaco Mario Landriscina, gli assessori Vincenzo Bella (Lavori pubblici) e Marco Butti (Urbanistica) con i tecnici.

In attesa di conoscere tutti i dettagli, le prime informazioni sono trapelate: in particolare si sa che l’idea è quella di realizzare nella zona - attualmente ridotta a una spianata preda del degrado - alloggi a canone agevolato (il cosiddetto “housing sociale”), pensati per le giovani coppie ma anche per studenti universitari, visto che la sede di Sant’Abbondio dell’Insubria è a pochi passi. Prevista anche un’area verde attrezzata e un grande parcheggio a uso pubblico.

Al termine del vertice a Palazzo Cernezzi ne sapremo di più, la novità è comunque rilevante e potenzialmente in grado di dare una svolta al destino dell’enorme comparto tra viale Innocenzo, via Regina e via Grandi. Si avrà anche una prima indicazione sull’orientamento da parte della giunta comunale: mostrerà interesse oppure sceglierà altre strade?

Tra i punti di sicuro interesse, peraltro, c’è il fatto che i proponenti immaginano un’area ancora di proprietà del Comune e data in concessione a un ente senza scopo di lucro, probabilmente una fondazione. L’operazione, infatti, punta a ottenere finanziamenti proprio in virtù del suo carattere “no profit”. L’Amministrazione cittadina, da parte sua, incasserebbe un canone che andrebbe a ripianare le uscite sostenute in questi anni per la bonifica del sottosuolo intriso di inquinanti (almeno 4 milioni).

Promotore dell’iniziativa, oltre a De Santis, anche Enrico Lironi (è presidente di Sviluppo Como - ComoNext e fa parte di Fondazione Cariplo), con il sostegno di una squadra di professionisti comaschi. L’idea di base è quella di avere un soggetto che gestirà il progetto nell’interesse del territorio e senza l’obiettivo di “fare business”.

L’area che un tempo ospitava la tintostamperia Ticosa (parliamo di 41mila metri quadrati) è tornata nella disponibilità del Comune dopo la chiusura del lunghissimo contenzioso con la società Multi, che aveva vinto nel 2006 la gara per l’acquisto dei terreni. Accantonate le due proposte depositate nel tempo dalla multinazionale italo-olandese, la giunta di Palazzo Cernezzi è chiamata a ripartire da capo, scegliendo una vocazione per il comparto e trovando soggetti in grado di portare avanti un’operazione senza dubbio complessa. Fermo restando che la bonifica va ancora completata (manca l’ormai famosa cella numero 3) e che resta sul tavolo - almeno in una fase transitoria e in tempi ragionevoli - la possibilità di realizzare un’area di sosta a raso.

Si riaccende una speranza, insomma, a dodici anni di distanza dall’abbattimento del corpo a C della fabbrica. La demolizione, con tanto di fuochi d’artificio, iniziò il 27 gennaio 2007.


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