Tra i senzatetto a San Francesco  «Situazione igienica fuori controllo»
Il porticato dell’ex chiesa di Largo Spallino, trasformato in dormitorio improvvisato (Foto by butti)

Tra i senzatetto a San Francesco

«Situazione igienica fuori controllo»

Assenza di servizi, sporcizia e schiamazzi. Il timore dei residenti: «Intervenite» - Il questore De Angelis: «La zona è regolarmente monitorata dalle forze dell’ordine»

Como

«Situazione sotto controllo. La volante passa più volte durante la notte, visto che oltre tutto siamo accanto al Tribunale, uno degli obiettivi cosiddetti “sensibili”. Se ci fossero anomalie tali da precludere la sicurezza lo avremmo saputo».

Il questore Giuseppe De Angelis interviene sulla questione dell’utilizzo del sagrato e del portico dell’ex chiesa di San Francesco, spazio espositivo di giorno, rifugio, la notte, di un numero variabile tra i 20 e i 40 senza fissa dimora, una cifra aumentata nelle ultime settimane anche in conseguenza della chiusura dei “tendoni” che, nel giardino del Centro Cardinal Ferrari, avevano rappresentato un ottimo rifugio per i senza tetto almeno fino alla scorsa primavera.

Le rassicurazioni del questore non bastano a rasserenare del tutto gli animi.

Non quelli della politica, senz’altro non quelli di residenti e frequentatori della zona, peraltro centralissima.

Preoccupa l’igiene, posto che in assenza di luoghi più adatti, l’unico “servizio” a disposizione è soltanto e sempre la parete della chiesa: «Mi domando cosa accadrebbe in caso di un’epidemia di salmonellosi, con i volontari che la mattina si presentano a distribuire le colazioni a tutti quanti», commenta per esempio il neurochirurgo Angelo Taborelli, che risiede non lontano da qui e che nelle ultime settimane è stato testimone diretto di diversi episodi di “screzi” notturni.

Del resto capita che gli “ospiti” del porticato litighino anche piuttosto rumorosamente, che spacchino bottiglie, e che si accapiglino, come conferma anche il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale, Patrizia Maesani: «È vero, è capitato e capiterà ancora, a meno che non ci si decida a intervenire. Come ho già detto anche in consiglio, concordo sul fatto che non è aprendo un dormitorio che il problema si risolva... Tuttavia è anche vero che sussistono effettivi rischi di natura igienico sanitaria e che qualcuno, prima o poi, dovrà fare qualcosa».

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