Vacanze e movida, contagi in crescita  Sono i giovani i più colpiti dal coronavirus
Nelle scuole comasche ci si prepara alla ripresa di settembre

Vacanze e movida, contagi in crescita

Sono i giovani i più colpiti dal coronavirus

Il presidente dell’Ordine dei medici avverte: «Attenzione alle ferie all’estero, il rischio è maggiore» - Crescono i contagi tra chi ha una vita sociale più intensa

Como

L’età media dei malati di Covid si abbassa anche nel Comasco. Nell’ultimo mese la fascia anagrafica più “frequentata” dal virus è quella dei quarantenni mentre secondo i dati dell’Istituto superiore di Sanità, 67 pazienti su cento non ha più di cinquant’anni. E mentre da nord a sud si registrano nuovi focolai “di rientro” - cioè accesi da giovani e giovanissimi reduci da un periodo di vacanza all’estero - il presidente dell’Ordine dei medici di Como Gianluigi Spata invita a non abbassare la guardia: «Il fatto che in provincia il fenomeno non sia ancora così evidente non significa che vada preso sotto gamba, anzi: è bene mantenere ancora le stesse cautele di sempre, proprio per evitare una riacutizzazione dell’epidemia».

Il virus non è cambiato, spiega Spata. Colpisce incondizionatamente grandi e “piccini”, oggi come ieri. Piuttosto sono cambiati i comportamenti nel dopo lockdown: la piena ripresa delle interazioni sociali ha riguardato ovviamente i più giovani, ed è questa la ragione per cui il numero dei contagi aumenta tra le fila di chi è più giovane. Più vita sociale, più vacanze, maggiori rischi: «Tra l’altro - osserva ancora il presidente dell’Ordine dei medici - è questo il momento meno adatto per trascorrere le vacanze all’estero. È bene ricordare che vi sono alcuni paesi europei in cui la situazione è tornata quella drammatica dei mesi scorsi. È il caso per esempio di alcune regioni della Francia e della Spagna, le cui autorità sono state costrette a richiudere tutto». Guardia alta, insomma, al mare come negli aeroporti, tra i locali di piazza Volta come nei ristoranti e nei ritrovi della movida laghée, in una provincia, la nostra, in cui peraltro anche il turismo mostra segni di ripresa. I numeri dicono che oggi il 12,8% dei positivi non ha ancora compiuto 18 anni e che l’età media è scesa dai 68 anni degli inizi di aprile agli attuali 39. La sensazione è quella che ci sia ancora da combattere e che il virus sia sempre in agguato, anche se ieri il ministero della Salute ha evidenziato i “soli” due morti registrati nelle ultime 24 ore (uno in Lombardia), un dato che così basso non si registrava dallo scorso febbraio (il giorno prima i decessi a livello nazionale erano stati in tutto 13). Resta il fatto che il numero degli attualmente positivi è salito e che a ieri erano in tutto 13.263, cioè 310 in più delle precedenti 24 ore. Il ministero non fornisce mai ulteriori indicazioni sulla provenienza e sui contesti nei quali i nuovi positivi possano avere incontrato il virus.

Resta il fatto che in molti casi si tratta di soggetti che rientrano dalle vacanze o da un periodo di soggiorno all’estero: «Ripeto - conclude Spata -: c’è molta gente che sta partendo per le ferie in quest ore e in questi giorni. Arriva il momento più delicato». Come a dire: le conseguenze dei comportamenti del mese di agosto si vedranno a settembre. La speranza è quella che i comportamenti dei vacanzieri non si ripercuotano sulla ripresa delle attività produttive - l’ultima cosa di cui ci sarebbe bisogno - né su quella delle scuole. Mascherine e distanziamento, sempre.


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