Lunedì 07 Giugno 2010

Gli albori della Resistenza
sulle montagne del Lario

di Manuela Moretti

Le prime forme di lotta partigiana tra Triangolo Lariano, Lecco e Val Brembana trovano nuova luce grazie al recente libro di Gabriele Fontana «La Banda Carlo Pisacane» (Nodo Libri), che verrà presentato stasera alle ore 21, all'Istituto di Storia Contemporanea Pier Amato Peretta di Como. Il libro recupera la memoria della Banda Pisacane attraverso le vicende di un personaggio, come racconta l'autore: «La trama del libro fa perno su Bernardo Carenini, conosciuto con il nome di battaglia Renato Mantini, un ex combattente della guerra di Spagna che rientra in Italia, e più precisamente a Carenno, dopo l'8 settembre 1943. Il volume narra di come lui e altri cercano di attuare le prime direttive di lotta politico-militare che vengono elaborate dalla federazione provinciale del Partito Comunista». Il lavoro di studio e di ricerca delle fonti di Gabriele Fontana si basa prevalentemente su una approfondita ricerca in archivi pubblici e privati, tra cui la Fondazione-Istituto per la Storia dell'età Contemporanea" di Sesto San Giovanni, l'Istituto bergamasco per la Storia della Resistenza e l'Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia di Milano. A questo lavoro di ricerca, si aggiunge poi la testimonianza di un vecchio partigiano che aveva partecipato ad alcune azioni della Banda Carlo Pisacane. L'obiettivo, come precisa l'autore, è quello di recuperare conoscenza della Pisacane, senza far ricorso a ricostruzioni approssimative: «L'intento è di togliere tutta quell'aurea di leggenda, tutti quei racconti ormai abbastanza fantasiosi, sulla formazione delle prime bande partigiane: il moto resistenziale non si costituisce autonomamente dopo l'8 settembre, ma è un processo di costruzione che andrà avanti per tutto il 1944, e quindi la Banda Carlo Pisacane, per esempio, terminerà la sua vita nel dicembre del 1943». Se, da un lato, Fontana cerca dunque di mettere fine alle ricostruzioni basate sul "sentito dire", dall'altro, s'impegna a ricostruire la vicenda di quelle bande nel contesto storico. «L'intento del libro», afferma l'autore «è quello di recuperare, da un lato, la conoscenza delle prime bande che sono state poi sostanzialmente dimenticate nel corso degli anni e che riguardano le prime formazioni che si vanno a costituire; dall'altro, di riuscire a dare un volto e un nome agli uomini che, a queste prime bande, hanno partecipato».

v.fisogni

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