Martedì 08 Febbraio 2011

Dedicato all'acqua il cd della Moranera
"Un bene di tutti, deve restare pubblica"

<!-- /* Style Definitions */ p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal {mso-style-parent:""; margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:12.0pt; font-family:"Times New Roman"; mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 {size:595.3pt 841.9pt; margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; mso-header-margin:35.4pt; mso-footer-margin:35.4pt; mso-paper-source:0;} div.Section1 {page:Section1;} --> È in arrivo il terzo lavoro del gruppo di world music comasco La Moranera. Il titolo è ancora provvisorio ma con ogni probabilità sarà "Acqua in bocca", e, come è facile intuire dai precedenti della band, sempre focalizzati su temi sociali ed ecologici, avrà come centralità il dibattito sull'acqua pubblica. Dopo "Mediterraneo", esordio datato 2001 e "Scirocco da sud" del 2006, ecco un altro salto di qualità per la formazione lariana che più di ogni altra si è adoperata a scopi umanitari partendo da un melting pot culturale e musicale che attraversa il sud e il nord del mondo raccogliendone la vitalità e le problematiche per fissarle in canzoni. Ne abbiamo parlato con Stefano Santi, bassista e cantante della formazione.
Stefano, quando uscirà l'album?
Il 12 aprile. Abbiamo pensato di presentarlo ufficialmente in occasione del concerto che quel giorno terremo al Teatro Sociale di Como, nel contesto della rassegna "La musica che gira intorno". Conterrà 12 tracce inedite in un viaggio senza confini tra le sonorità del West Africa e dell'Italia del Sud, tra le valli del Matchu Pitchu e la Val d'Intelvi.
Quindi ripartite dai vostri lavori precedenti per esplorare nuovi territori?
L'incontro tra diverse culture musicali è sempre stato al centro della nostra proposta e continuerà ad esserlo. Abbiamo aggiunto un clarinettista sassofonista, Pietro Bruno, napoletano, che ha introdotto il suo fraseggio mediterraneo e la cantante Alessia Roversi, che con il suo timbro particolare caratterizzerà alcune canzoni. Il nucleo storico è rimasto uguale, con Ivano Greppi alla chitarre e alla fisarmonica, Luca De Stefano alle percussioni, Giorgio Miotto alla chitarra classica e Claudio Montagnoli alla batteria. Al disco è collegato un progetto sul web che porterà alla realizzazione di sei diversi video per sei brani e allargherà le nostre collaborazioni a discipline diverse e a diversi artisti.
Perché l'acqua?
Crediamo che l'acqua sia un bene primario dell'uomo, un tema centrale dell'esistenza stessa. Siamo convinti che debba rimanere pubblica e siamo contro ogni tentativo di privatizzazione. Nel disco trattiamo anche altri temi sociali, come il risparmio energetico e le energie rinnovabili, perfino la finanza etica, ma sempre con la nostra ironia, senza  annoiare. Discorsi costruttivi trattati in chiave positiva.
Grazie alla world music siete conosciuti  anche all'estero...
Sembra un paradosso, ma abbiamo avuto più attenzione fuori che tra le mura amiche, dove siamo quasi una voce fuori dal coro. Nonostante le difficoltà, dal nostro esordio ad oggi ci siamo comunque ritagliati un discreto spazio e a Como abbiamo la nostra fetta di affezionati che ci segue. Il nostro approccio multiculturale alla musica ci ha portato però spesso in Francia, dove tutt'ora sono  distribuiti i nostri cd e ci siamo esibiti dal vivo in diverse occasioni. In Belgio, nel 2006, abbiamo addirittura aperto il concerto di una star afro come Mory Kante all'imponente Festival di Gent. Nel volume che celebra il quarantennale di questa manifestazione, tra quelle di artisti di tutto il mondo, c'è pure la nostra foto. 

Fabio Borghetti

b.faverio

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