Venerdì 11 Febbraio 2011

Paolo Rossi: "Sulle orme di Fo
ma ci metto la mia irriverenza"

Doveva avvenire prima o poi. Nella parabola artistica di un personaggio come Paolo Rossi, che ha sempre saputo trasformare il palcoscenico in una cornice per happening teatral-musicali, non poteva mancare una rivisitazione, personale e come lui stesso afferma "cannibalesca" di "Mistero Buffo" il capolavoro da Nobel di Dario Fo. Lo spettacolo, che ha già ottenuto grandi consensi, sarà domani, alle 21, al teatro Giuditta Pasta di Saronno, e viene presentato «nell'umile versione pop», come recita il sottotitolo.
Rossi, dopo Molière e altri classici, ora il cimento è con il contemporaneo Fo. Differenze?
Beh, a Molière non potevo telefonare! (ride) A parte gli scherzi, riprendere il testo di Fo significa seguire gli insegnamenti di un maestro, farli miei con un atteggiamento umile ma irriverente.
Supera in irriverenza un autore che dello sberleffo ha fatto una delle proprie cifre distintive?
Per me è essenziale essere irriverenti nel senso che non ci si può solo clonare  un grande testo. E' necessario non avere paura del confronto per rinnovare la forza delle parole.
Lo spettacolo è sulle sue corde e nel suo stile interpretativo, tra parola e musica e altro…
Quando ti accosti ad un testo nuovo, tieni conto che alcuni elementi della tua arte potranno essere i "ferri del mestiere" da utilizzare ad hoc. Ci sono poi momenti in cui devi fare affidamento a nuove alchimie. Io ho usato tutte le risorse possibili, mixando cultura "alta" e "bassa", attraversando i generi, usando musica e teatro.
Il risultato dunque è veramente "pop"?
Più che mai  e questo è il frutto di quella antica tradizione che ha generato la Commedia dell'Arte e che è proseguita attraverso i canovacci, le strutture drammatiche più complesse.
Lo spettacolo piace ai ragazzi. Si è chiesto perché?
In primis, tutti gli spettacoli che faccio, ho fatto e farò, sono rivolti ai giovani. Sarà per solidarietà verso un gruppo penalizzato, sarà per egoismo, perché sono il pubblico del domani. Credo che apprezzino la formula "pop" e anche la freschezza di un testo senza tempo.
Qualche cambiamento rispetto agli anni '70?
Nel passo in cui parlo della nascita del giullare, oggi punto molto di più sulla necessità dell'impegno, della responsabilità di ognuno. E' un richiamo più che mai necessario per l'oggi.
<+G_FIRMA>Sara Cerrato
<+G_DISTICO>«Mistero Buffo. Nell'umile versione pop»<+G_DISTICOcors> Saronno, Teatro Giuditta Pasta, domani, ore 21. Biglietti a 28 - 25 euro. Info: 02/96702127 e www.teatrogiudittapasta.it.

b.faverio

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