Martedì 05 Aprile 2011

"Non faccio ricerca per me stesso
Alla fine vince il compositore"

"Il compositore vince". Lo ha ripetuto più volte il clavicembalista e direttore d'orchestra olandese Ton Koopman, in scena mercoledì 6 aprile al Teatro di Chiasso. Appassionato sostenitore della rappresentazione storica, il musicista si occupa di musica barocca e di Johann Sebastian Bach sin dagli esordi della sua carriera, che nel 1979 lo ha visto fondare la Amsterdam Baroque Orchestra; una delle operazioni più importanti è stata la registrazione integrale di tutte le cantate di Bach - un progetto ultimato nel 2005.
Maestro, come inizia il suo interesse per la rappresentazione storica e Bach?
Se prendiamo la nuova edizione critica di Bach, vediamo che ci sono 5 o 6 fonti, alcune scritte quando Bach era in vita e altre post mortem. Si scoprono anche delle correzioni apportate da Bach in persona. Si tratta a questo punto di decidere quale di queste versioni sia la più fedele. La musica che alla fine suonerai non sarà forse troppo distante da quella normalmente suonata; ma tu sai perché la stai suonando.
Non crede che ormai la rappresentazione storica sia diventata una moda? Così non si rischia di togliere significato all'operazione?
No, non credo. Quando inizi a suonare in modo corretto emerge anche la tua personalità. I testi possono essere letti da angolature diverse e questo contribuisce a che ogni performance risulti diversa. A me personalmente non interessa troppo fare qualcosa di diverso perché già altri hanno battuto lo stesso tracciato. Chi vince, alla fine, è il compositore.
Invece cosa ci racconta della sua esperienza come insegnante? Trova che sia importante per trasmettere la cultura della musica?
Cerco sempre di trasmettere che per suonare la musica barocca è necessario conoscere cosa si situa dietro le note. Occorre leggere le fonti. Capire che le note all'epoca di Mozart venivano messe in musica in maniera diversa rispetto all'epoca di Bach. Cosa voleva il compositore? Bisogna penetrare il suo stile. Non c'è un solo modo di leggere un testo. Ma è fondamentale mettersi in testa che non sei tu, ma il compositore è il vincitore.
Cosa ne pensa del mondo web appilcato alla ricerca musicale?
Credo che Internet sia uno strumento utile. Io sono pigro e non navigo quasi mai; ma chiedo spesso a un mio collaboratore di cercare informazioni on line. Certo non bisogna fermarsi a Wikipedia, che fornisce solo dati sommari. Ma la ricerca libraria e Internet, messi insieme, sono un'ottima cosa a mio avviso.
Che ruolo ha Internet nell'avvicinare i profani ad avvicinarsi alla musica classica?
Può aiutare, certo. Ma quello che consiglio a queste persone è di andare a vedere i concerti e a sentire i musicisti. Io spesso ricevo, grazie alla rete, parecchi feed back da parte degli utenti, che mi dicono se il concerto è stato di loro gradimento o no. È una piattaforma che permette un confronto maggiore.

Laura Di Corcia

b.faverio

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