Giovedì 14 Maggio 2009

Abbado: "Il Città di Cantù è meraviglioso
arrivano pianisti da tutto il mondo"

"Il Città di Cantù è un concorso fantastico, unico al mondo, grazie all’idea straordinaria di Vincenzo Balzani. In tutto il mondo i concorsi hanno la prova con orchestra solo in finale: qui si realizza per molti, addirittura trentadue, un’aspirazione altrimenti irrealizzabile: suonare son l’orchestra. È un fatto meraviglioso che viene ricompensato con gli arrivi da tanti continenti».
Con questi giudizi generosi Marcello Abbado, musicista e docente dal nome prestigioso, presidente della commissione dell’edizione corrente, commenta la gara. Elogio lusinghiero, tanto più per l’esperienza mondiale del maestro in campo di concorsi musicali.
«Ho la fortuna di essere membro di giuria in svariati concorsi, fra tutti il Van Cliburn, quadriennale negli Usa che svolge preselezioni in tutto il globo (Shangai, San Pietroburgo, Lugano, Fort Worth nel Texas) e ammette trenta concorrenti fra cui escono vincitori che ottengono concerti per i tre anni successivi. In proporzione Cantù ospitando cento partecipanti compie un’azione altrettanto importante. La presenza di quest’anno di giovanissimi pianisti, poi, non è da tutti.
Ieri, 14 maggio, a Como c’era Giovanni Allevi e i pianisti del «Città di Cantù». Come giudica queste due dimensioni della musica?
Come due discorsi completamente diversi. Il concorso, come dicevo, segue la valorizzazione dei giovani talenti musicali.
Come si diventa un talento?
Accostandosi più precocemente possibile alla musica e studiando con dedizione assoluta. Solo così si emerge. Lo studio della musica deve essere come una piramide: alla base musica per tutti, ogni bambino può e deve iniziare a far musica a tre anni. In tutte le scuole ci deve essere possibilità di fare musica; poi è importante che ci sia la scelta degli eccellenti, quindi ottimi docenti per ottimi studenti.
Con i concorsi ci si afferma ancora?
È tuttora il sistema più sicuro e veloce per immettere nel sistema giovani promettenti. Poi qualcuno molto bravo, per assurdo, in un concorso non ottiene risultati, ma emerge comunque. Ricordo di aver ascoltato Evgenij Kissin dodicenne alla mitica scuola Gnessin per giovani particolarmente dotati di Mosca: suonò in modo commovente. Divenne famosissimo senza partecipare a concorsi.
Qual è il livello del «Città di Cantù» di quest’anno?
Un panorama internazionale eccezionalmente ricco dentro il quale i quattro semifinalisti italiani, Armellini, Campaner, la piccola Consonni e Cossi, sono talenti veri.
Stefano Lamon

c.colmegna

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