Giovedì 16 Luglio 2009

Andrea Bregno, lo scultore dei Papi
dalla Val d'Intelvi a Roma nel 1400

di Elena Di Raddo
"Statuario Celeberrimo Cognomento Polycleto" viene definito Andrea Bregno nell’epigrafe apposta sul suo monumento funebre in Santa Maria sopra Minerva a Roma, paragonandolo addirittura allo scultore classico Policleto. La fama raggiunta da questo scultore della Val d’Intelvi nella Roma del secondo Quattrocento testimonia la sua perizia e la sua grandezza, raggiunta attraverso la ricerca di un linguaggio scultoreo autonomo, classico, in versione moderna e cristiana. Un linguaggio che, grazie anche alla sua bottega, giunge a superare i canoni stilistici precedenti proiettandosi decisamente verso il Cinquecento.
Nonostante i successi riscossi durante la sua vita e gli studi che della sua opera sono stati promossi fin dai primi anni dopo la morte, la sua opera è tuttora fonte di grande interesse. Il convegno, che si terrà domani, 18 luglio, ad Osteno, sul lago di Lugano, sua città natale, promosso dall’Associazione Appacuvi, costituisce quindi un’importante occasione di approfondimento sull’opera e di rivalutazione di questo artista. Del resto in un volume recentemente pubblicato a cura di Claudio Crescentini e Claudio Strinati - che saranno presenti al convegno insieme ad Andrea Spiriti, Dorilda Fumagalli, ed Ernesto Palmieri - si evidenzia l’intrinseca qualità del suo lavoro sia per i molti riflessi che la sua personalità ebbe nella cultura e nella mentalità dell’epoca, che nel simbolico passaggio del testimone con il grande Michelangelo. Scultore, architetto, cultore e collezionista, Andrea Bregno, rappresenta infatti la classica figura di umanista che unisce alla tecnica anche un’attenta frequentazione della cultura classica e dell’erudizione.

c.colmegna

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