A Lake Como Waves si celebra l’acqua  «Un bene che sarà sempre più conteso»
Uno scatto della mostra “Acqua, misteri del mondo sommerso”di Pietro Formis che si terrà a Villa Erba

A Lake Como Waves si celebra l’acqua

«Un bene che sarà sempre più conteso»

Sabato a Villa Erba una giornata a tema tra incontri, mostre e laboratori. Bompan: «Anche dietro il conflitto siriano si cela la scarsa disponibilità di risorse idriche»

«L’acqua è l’elemento naturale indispensabile per la vita sulla Terra: una risorsa preziosa da sempre oggetto di contese, conflitti e depauperamento. Si parla infatti di water grabbing, ovvero l’accaparramento di risorse idriche a danno delle popolazioni più deboli».

È il tema portante dell’“Atlante geopolitico dell’Acqua”, realizzato da Emanuele Bompan, Federica Fragapane, Marirosa Iannelli e Riccardo Pravettoni. Bompan, giornalista ambientale e geografo che scrive per La Stampa, il Sole24Ore, Linkiesta, La Nuova Ecologia, Lifegate, Oltremare e ha pubblicato numerosi libri, è uno degli ospiti di “Como Lake Waves – Correnti d’acqua” sabato a Villa Erba di Cernobbio, festival di una giornata che prevede incontri, mostre e laboratori (si veda il pezzo a lato).

Il “water grabbing”

Dagli Usa anticipa alcuni temi del suo intervento, a iniziare proprio dal “water grabbing”: «L’accaparramento può essere effettuato da Paesi più forti verso altri più deboli, ma anche da privati che vogliono approfittare di risorse idriche sempre più scarse. Non dobbiamo dimenticarci che la popolazione mondiale, che oggi ammonta circa a 7,7 miliardi di individui, nel 2050 arriverà a 9 miliardi di persone che, quindi, consumeranno sempre più cibo e bisogna considerare che il 75% del prelievo idrico è finalizzato all’agricoltura e all’allevamento».

Il caso dell’Amazzonia

Tutti elementi che contribuiscono a rendere sempre più ambito un elemento così prezioso quanto «distribuito inegualmente: dalla grande disponibilità del Canada e dell’Amazzonia alla situazione di Cina e India, due Paesi / Continente, popolatissimi e, quindi, con una richiesta idrica intensissima. Naturalmente se in Amazzonia si distrugge la biodiversità per favorire una monocultura si distrugge anche tutta la ricchezza di un’area», illudendosi di favorire l’economia, o, meglio, una certa forma di economia perché «viviamo in un mondo ancora legato a un’ideologia neo-liberista che, ormai, appartiene il passato, dove si persegue il profitto senza regolare il mercato. Agire in questo senso non significa essere anti capitalisti», semmai realisti.

Si tratta, secondo Bompan, di interventi da effettuare innanzitutto a livello politico prima che sia troppo tardi: si sente spesso ripetere che la prossima guerra sarà per l’acqua. «Questo non è ancora successo, ma studi compiuti anche da me personalmente collegano l’esacerbarsi della situazione che ha portato al sanguinoso conflitto siriano alla scarsa disponibilità di risorse idriche. E bisogna ricordare che l’acqua può essere anche un’arma straordinaria: costruendo una diga si può anche decidere chi debba ricevere l’acqua, in che quantità e in che tempi e dove questo sta avvenendo c’è grande preoccupazione». La scelta di uno strumento antico, ma sempre moderno come un atlante «è essenziale, perché è importantissimo conoscere la geografia che, purtroppo, anche in Italia si insegna ancora senza evidenziare come tutto sia, in realtà, collegato: le nostre mappe mostrano con chiarezza e semplicità qual è la situazione e quali sono i rischi che si corrono se non si interviene per migliorare il clima e responsabilizzare i consumi».


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