Danza classica: al Sociale
saggio doppio (e benefico)

Eventi Oggi e domani le prove delle allieve della Scuola Teatro Sociale: la seconda serata raccoglierà fondi per aiutare la Cof di Montano Lucino

Danza classica: al Sociale saggio doppio (e benefico)
La Scuola danza classica Teatro Sociale è attiva dal 1988

Mancava dal maggio del 2019, ma appena è stato possibile il saggio delle allieve della Scuola danza classica Teatro Sociale ha voluto ripresentarsi. Il saggio 2022 sarà addirittura un appuntamento doppio: stasera, giovedì 26 maggio, e domani al Sociale, sempre con inizio alle 20,30.La differenza tra le due serate sta nel fatto che la prima, quella di oggi, è a inviti mentre la seconda, domani, sarà aperta al pubblico. Lo spettacolo in programma, intitolato “Danzare, ballare e poi... ancora”, sarà infatti l’occasione giusta perché il saggio, tornato dopo due anni di difficoltà e di pazienza, assuma quell’importanza particolare che la Scuola, fondata nel 1988 e da allora diretta da Simonetta Manara Schiavetti , desidera che abbia. L’ingresso alla serata sarà infatti condizionato a un’offerta libera (con limite minimo di 10 euro) che ha lo scopo di raccogliere un contributo benefico: a usufruirne sarà la Cof (Casa di orientamento femminile) di Montano Lucino.

Sul palcoscenico è annunciato uno spettacolo che, articolato in diversi momenti (“Sinfonia in Bianco”, Serenade Suite”, “Peter Pan” e “Gioco d’insieme”) offrirà alla allieve l’occasione di mettere in mostra il loro talento. «Anche le più piccole, di cinque anni, saranno coinvolte», spiega Elisabetta Miragoli , ballerina e insegnante, assistente della Scuola, «Ma non soltanto per loro, vista la forzata interruzione, questo sarà il primo saggio: una circostanza che una volta di più rende particolare l’appuntamento». Oltre alle allieve, danzerà anche la stessa Elisabetta con il ballerino professionista ungherese Akos Barat , già alla Scala.

Per quanto riguarda il beneficiario della raccolta di fondi, la scelta è caduta sulla Cof: «Ci ha convinto la loro generosità nell’impegnarsi - spiega Elisabetta Miragoli -, il loro desiderio di farsi conoscere ancora prima che di raccogliere denaro».

Fondata nel 1957 da Adele Bonolis, di cui è in corso il processo di beatificazione, la Casa, oggi presieduta da Ornella Gambarotto e diretta da Emilia Mancinelli , si propone «come risposta al bisogno di accoglienza di donne bisognose e di donne che hanno vissuto esperienze di violenza e degrado della propria dignità». Quasi un “pronto soccorso” per donne maltrattate e umiliate, dunque, e non a caso la Cof dispone di un “pronto intervento” disponibile 24 ore su 24 per i casi di emergenza, nonché di una “casa rifugio” in grado di accogliere dieci donne con figli minori costrette a lasciare la propria abitazione per maltrattamenti e abusi e di un centro di accoglienza per donne con figli minori che hanno perso per motivi economici la loro abitazione.

«Apprezziamo molto - dice ancora Elisabetta Miragoli - che la filosofia della Casa sia indirizzata espressamente al reinserimento di queste persone, ad aiutarle a rimettere in sesto la loro vita».

Per informazioni è biglietti occorre contattare il numero 3452711541 oppure mandare un messaggio all’indirizzo mail [email protected]

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