Il film che aiuta la Memoria
“Schindler’s list” torna in sala

Cinema: il capolavoro di Spielberg ridistribuito a 25 anni dall’uscita

«Chiunque salva una vita, salva il mondo intero». Con questa citazione, tratta dal Talmud, il testo sacro dell’Ebraismo, Oskar Schindler viene salutato dal suo contabile, Itzhak Stern, e dagli operai, 1100 ebrei, sopravvissuti all’Olocausto, grazie a lui. È l’inizio-fine di una storia incredibile. Un viaggio nelle profondità dell’essere umano, che dall’omonimo romanzo di Thomas Keneally, “La lista di Schindler”, è diventato nel 1993, dietro la macchina da presa, un capolavoro immutato nel significato. Nell’approssimarsi della Giornata della Memoria, a 25 anni dall’uscita, torna in sala, fino a domenica 27 gennaio, restaurato e rimasterizzato (distribuito da Universal Pictures), il gioiello firmato da Steven Spieberg, più che un film ha spesso detto, qualcosa che invece continua a toccare temi e spunti del presente, la memoria e la tragedia, parlando di violenza, redenzione, fede, è il rapporto tra bene e male, visto in vittime, eroi, carnefici.

Allora la pellicola trionfò nel mondo, conquistando sette Oscar preziosi: miglior film, regia, la sceneggiatura di Steven Zaillian, la poderosa fotografia firmata da Janusz Kaminski, il montaggio di Michael Kahn, o le scenografie costruite da Ewa Braun e Allan Starski.

Su tutto, nel campo di concentramento, nelle fucilazioni di massa, nei frammenti di vita e morte, volano alte poi le note composte da John Williams, fatte di violini intensi, drammatici e liturgici.

“Schindler’s list” ci consegna così, oltremodo, altri doni, interpretazioni superbe, quelle di Liam Neeson, Ben Kingsley, Ralph Fiennes, protagonisti, in maniera diversa, nel mostrare alle generazioni ciò che accadde.

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