Domenica 01 Febbraio 2009

Indipendente, doc e tinto di rosa
E' il quarto festival del cinema di Como

Da quattro anni Il cinema italiano, festival comasco partito come una tranche di quello meneghino organizzato dalla Fondazione cineteca di Milano e, oggi, autonomo per programmazione, ospiti e finalità, è un appuntamento importante per i cinefili lariani, per gli studenti, per i curiosi di una curiosità quasi obbligata visto che i film nostrani non sempre arrivano in città.

I film che non vedremmo
Si parla, naturalmente, di film come Sanguepazzo di Marco Tullio Giordana che arrivava dal successo atipico de La meglio gioventù e dai consensi per Quando sei nato non puoi più nasconderti.
Nonostante la presenza di una star internazionale come Monica Bellucci e di un attore apprezzato anche dal pubblico televisivo (e quindi popolarissimo) come Luca Zingaretti, nonostante se ne sia discusso a lungo perché le figure rievocate dai due protagonisti, Luisa Ferida e Osvaldo Valenti, stelle del cinema del Ventennio giustiziate dopo un processo sommario, non potevano lasciare indifferenti anche se i più hanno voluto concentrarsi su un bacio tra la protagonista e l’attrice marianese Lavinia Longhi, presente la sera del 1 febbraio assieme ad Alessio Boni, volto consueto nelle opere del regista milanese, nonostante tutto questo non si può certo parlare di un blockbuster.
Ed è questo il grande pregio della manifestazione che si è aperta il 1 febbraio al Cineplex Astoria: mostrare quel cinema italiano che non vedremmo. Ci sono titoli come quello di Giordana o Bianco e nero di Cristina Comencini, in proiezione stasera, accompagnato dalla protagonista Ambra Angolini, che hanno ricevuto un certo riscontro, altri che, invece, non sono neppure mai stati proiettati, non solo a Como, ma al di fuori dei capoluoghi.

Studenti in sala
Stessa formula - proiezioni per le scuole al mattino, film in concorso alle 18 e titoli principali alle 21 - diverso patronato, quello dell’azienda speciale Sviluppo impresa della Camera di commercio. Il presidente Paolo De Santis ha sottolineato come questa iniziativa non faccia che confermare l’interesse dell’ente concretizzatosi in «Dreamers», la scuola cine-video sorta lo scorso autunno. Nel percorso formativo degli allievi c’è anche l’organizzazione di questo festival, coordinato dall’associazione Sguardi (con la tessera da 15 euro si può assistere a tutti gli spettacoli).
«Un’iniziativa che quest’anno, più che mai, è indirizzata ai giovani e li valorizza», ha commentato Paolo Lipari sottolineando come molti ospiti coinvolti quest’anno appartengano alle nuove generazioni di attori e di cineasti. «Il concorso Rivelazioni - ha proseguito Lipari - in questa edizione si stacca da Milano e privilegia le autrici che firmano ben tre pellicole su cinque». Non mancheranno i film riportati all’antico splendore dalla Cineteca. Il conservatore Matteo Pavesi ha presentato Anni difficili di Luigi Zampa, che sarà proiettato per le scuole il 2 febbraio alle 10, e un capolavoro di comicità made in Italy come lo storico Ratataplan di Maurizio Nichetti: interverrà l’autore stesso venerdì sera, 6 febbraio.
Alessio Brunialti

c.colmegna

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