«La mia Traviata invita Como  a un party esclusivo»
La Traviata: il regista Andrea Bernard (a destra) con il direttore d'orchestra Alessandro Palumbo

«La mia Traviata invita Como

a un party esclusivo»

Il regista Andrea Bernard illustra l’allestimento dell’opera partecipata che questa sera nell’arena del Sociale aprirà il Festival Como Città della Musica

Glamorous, “social”, contemporanea ma senza dimenticare la grande tradizione musicale che l’accompagna, arriva, finalmente, all’attesissimo debutto “La Traviata” di Giuseppe Verdi che, stasera, giovedì 27 giugno, alle 21.30, aprirà la XII edizione del Festival Como Città della Musica.

L’appuntamento, per lo spettacolo già sold out (come le successive repliche del 29 giugno e 2 luglio) è alle 21.30 nello spazio dell’Arena del Teatro Sociale, ritrovo d’obbligo per le serate dell’importante festival targato Aslico. Lo spazio all’aperto si “trasformerà” ancora una volta, per accogliere il celeberrimo melodramma nella versione “partecipata” richiesta dal Progetto 200.Com.

Quest’anno, il giovane regista Andrea Bernard ha spinto sul pedale dell’inclusione e l’opera sarà, come è risaputo “immersiva”, per un coinvolgimento rilevante non solo dei circa trecento comaschi volontari e non professionisti del cast, ma dello stesso pubblico che, almeno in parte, potrà entrare nella storia di Violetta e Alfredo. (Biglietti sold out. Per soddisfare le richieste sono stati predisposti biglietti non numerati, a 20 euro. Questi saranno rimborsati in caso di maltempo perché non hanno corrispondenza in teatro. Per info: www.teatrosocialecomo.it e 031/270170).

Chiediamo al regista, che ha già firmato, per Aslico, la regia di “Carmen, la stella del circo Siviglia”, di raccontarci La Traviata made in Como.

Bernard, qual è l’evoluzione di Violetta nell’allestimento al debutto?

Ho scelto di adattare il personaggio ai nostri giorni e Violetta sarà una influencer, una persona che ha scelto consapevolmente di esporre e “vendere” la propria immagine, che rimbalza attraverso i social e la rete. Nel I atto potremo pensare di essere ad un evento della moda o ad una sfilata, sotto l’occhio dei media e dei fans.

La festa a casa di Violetta avrà ospiti anche gli spettatori?

Certo. Ho voluto amplificare la partecipazione. In primis, una telecamera riprenderà gli eventi, con un effetto Live che porterà ad un approccio fortemente realistico, da presa diretta. Inoltre, il coro dei 200.Com ma anche una parte del pubblico (coloro che avranno acquistato il biglietto nel I settore), saranno coinvolti nel clima da party esclusivo. Naturalmente poi, La Traviata vive del contrasto tra dimensione pubblica e privata.

Un confine che spesso è sempre più labile e valicabile.

Chi è, per lei, Violetta Valéry?

Vedo la protagonista (interpretata dal soprano Sarah Tisba, ndr) non come una vittima ma, al contrario, come una donna forte che sceglie il proprio destino sapendo a cosa va incontro.

E il suo amore con Alfredo come viene interpretato?

È un sentimento ingenuo e giovane a cui i due si aggrappano. Non calcherei però la mano su un romanticismo esasperato.

Per tutti i registi, la prova del lavoro con il foltissimo coro dei 200.Com è significativa. Come ha gestito la “massa” di coristi?

La sfida era significativa ma credo di aver ottenuto buoni risultati. Ho trovato i “non professionisti” ben preparati e ho chiesto loro lo stesso impegno che mi aspettavo dai professionisti. È stata una bella sorpresa e spero che lo sia anche per il pubblico.

Quale ruolo svolge il coro?

In questo melodramma, il coro rappresenta la voce giudicante, che nell’oggi, può rispecchiarsi nei commenti critici, talvolta spietati, sui social. Non abbiamo una funzione “moraleggiante” in senso positivo, ma uno sguardo impietoso che rappresenta uno spaccato del nostro mondo. I coristi saranno i fans i giornalisti di gossip, gli ospiti dell’evento. Insomma, quel genere di persone che possiamo trovare sui red carpet a Milano, a New York e ovunque il fashion sia protagonista.

I puristi potrebbero storcere il naso…

Non c’è questo pericolo. Io e il maestro Alessandro Palumbo abbiamo lavorato di comune accordo e tutte le linee musicali sono state rispettate. Verdi, inoltre, lavorò, per questo suo capolavoro, come un instancabile sperimentatore e la musica, insieme al racconto scenico, assume una valenza quasi cinematografica che ho sfruttato ampiamente.

Vedremo costumi ottocenteschi o abiti di foggia contemporanea?

L’ambientazione è dell’oggi, ma con abiti che evocano l’alta moda. E si sa che spesso, i grandi stilisti come Gucci o Valentino, mescolano stili e epoche, con citazioni vintage e retrò.

Info:

Sold out per tutte e tre le recite (oggi, sabato e martedì) di Traviata all’Arena del Teatro Sociale. Ma si è aperta un’altra possibilità, a basso prezzo. Comunica Aslico “Per poter venir incontro alle innumerevoli richieste, sono stati predisposti dei biglietti non numerati a 20 euro, che saranno rimborsati in caso di maltempo perché non hanno corrispondenza in teatro, che godranno comunque di un’ottima visibilità e di un punto di vista privilegiato in prossimità del backstage”. Nei giorni di recita la biglietteria del teatro, in piazza Verdi 1, aprirà alle 16. Sempre alle casse si possono acquistare in prevendita i biglietti per tutti gli altri spettacoli del Festival.


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