Margherita Vicario: «Lancio la mia musica oltre le mascherine»
Margherita Vicario (Foto by Mattia Guolo)

Margherita Vicario:
«Lancio la mia musica
oltre le mascherine»

In attesa di ascoltarla al Wow Festival di Como il 16 luglio, con l’artista parliamo di “Bingo”, progetto musicale uscito nel maggio scorso

L’energia che sprigiona dai suoi pezzi è la stessa con cui lei affronta gli innumerevoli progetti che ha messo in campo.

Margherita Vicario sta vivendo un anno di grandissime novità e soddisfazioni: dopo la release – nel mese di febbraio - di “Orango Tango”, lo scorso 23 aprile è uscito il nuovo singolo “Come Va”, che ha anticipato “Bingo” (Island Records), il nuovo progetto discografico disponibile dallo scorso 14 maggio. Moltissime le collaborazioni: ai featuring nell’album - con Elodie e i rapper Izi e Speranza – si affiancano quelli con Rancore in “Equatore”, con Lodo Guenzi per “Muoio di noia”- brano contenuto nel nuovo album de Lo Stato Sociale, e con gli amici Selton in occasione della release del singolo “Karma Sutra”, contenuto nell’album “Benvenuti”.

Proprio preceduta dai Selton, Margherita Vicario si esibirà il prossimo 16 luglio al Wow music festival, che quest’anno torna inserito nel Villa Olmo Festival (biglietti disponibili al link sulla pagina Facebook di wow music festival) . Un’estate che vedrà la cantautrice e attrice impegnata con molte date del tour “Bingo” - iniziato con la prima serata del Porte Aperte Festival di Cremona - e dello spettacolo realizzato con l’Orchestra Multietnica di Arezzo “Storie della buonanotte per bambine ribelli”.

Tanti progetti e spettacoli diversi, quelli in programma: come ci si muove tra le diverse forme di esibizione e di incontro con il pubblico?

Saranno momenti molto diversi: quello con l’Orchestra sarà più uno “spettacolo”. L’altro è il vero e proprio concerto costruito sulle tracce del mio disco “Bingo”: al di là di quello che può essere il programma, nelle diverse occasioni molto sarà dato dal “qui e ora”; le emozioni e le sensazioni variano in base a dove mi trovo e al pubblico. La formazione è di cinque elementi e lo spettacolo a Cremona è stato davvero molto energico; così sarà a Como, dove suonerò con i Selton e quindi sarà una serata pazzesca. Certo, bisogna prendere un po’ le misure rispetto alle persone sedute: l’ho sperimentato anche l’anno scorso, però, perché ho avuto il privilegio di essere una delle poche a poter suonare. So quello che succede, dunque.

Cosa succede, dunque, in un concerto pop in epoca di pandemia?

Bisogna guardare bene gli occhi delle persone sopra la mascherina e avere fiducia che la gente si stia divertendo; di sicuro si tratta di un’esperienza molto diversa, così come lo è lo spettacolo con l’Orchestra. In questo caso il pubblico seduto e comodo è il meglio che si possa avere, in un concerto pop è strano – anche perchè il mio disco è molto da ballare - ma non vedo l’ora.

L’idea dello spettacolo con l’Orchestra Multietnica di Arezzo è nata prima o dopo il Concerto del Primo Maggio?

Avevamo già pensato ad una collaborazione e l’occasione del Primo Maggio è stata un modo per avere un assaggio della nostra esibizione e del riscontro del pubblico. Io l’anno scorso avevo già partecipato al Concertone, ma non mi andava di tornare a fare un semplice “bis”; ho pensato, quindi, di coinvolgere l’Orchestra per una sorta di anteprima, così da avere anche ben chiaro che cosa volessimo fare.

Negli scorsi mesi l’attesa per l’uscita dei singoli e del disco e per la lavorazione del video di “Orango Tango” è passata attraverso i social e i fan hanno seguito il percorso; la sensazione è che questa energia confluisca nei brani.

C’è, però, anche qualcosa di questo anno – e oltre – di pandemia che è entrato in “Bingo”?

Al disco lavoravo da molto ed era quasi “pronto”, ma sicuramente ci sono brani che hanno risentito dell’anno che abbiamo vissuto. L’ultimo singolo “Come Va”, ad esempio, è stata da molti riconosciuta come una canzone più “emotiva” di altre del disco ed è decisamente figlia di questo periodo in cui tutti ci siamo sentiti appesantiti. Non l’avrei mai scritta così, se non avessi vissuto questo anno e sono contenta che sia piaciuta nel senso più nobile del termine: ha colpito molte persone che non conoscevo e ha avvicinato fan che mi conoscevano più per la mia parte ironica, istrionica e spensierata.


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