Milli Martinelli, Bormio
dice addio
a una vera Maestra

Fine intellettuale con il gusto profondo della parola, tra le più fini traduttrici dal russo, saggista, curatrice dell’opera di Bulgakov, si “scoprì” romanziera a 80 anni

Se ne è andata oggi, Emilia Martinelli, nella sua amata casa di Bormio, attorniata dal calore dei figli e di tutti gli amici che, quest’estate, l’hanno accompagnata nell’ultimo tratto di strada, fatto di raccoglimento e di un’indicibile tenerezza.

Pensare a lei significa, in primis, ritrovare il gusto profondo della parola. Basti ricordare la passione che portò la De Monticelli, così era affettuosamente chiamata dai suoi studenti, a farsi promotrice, tra il 1974 e il 1981, dell’insegnamento della lingua e letteratura russa, presso Villa Greppi di Monticello Brianza. Un amore che si tradusse in anni di docenza all’Università IULM di Milano e che portò Milli a diventare una delle più fini traduttrici dal russo, nonché esperta della cultura di quel grande Paese sagacemente raccontato in “Russia: l’ultimo inganno”, da poco dato di nuovo alle stampe.

Per gli amanti della letteratura, il suo nome non è solo quello della curatrice dell’opera di Bulgakov e della saggista in grado di rivelare tutte le sfumature dei romanzi di Dostoevskij e Tolstoj. Milli è anche la brillante animatrice della Biblioteca di Bormio, colei che, in questi anni, ha saputo trasmettere le sue conoscenze a un uditorio variegato, spaziando da Nabokov a Gogol, raccontando la sua esperienza di viaggiatrice anticonformista, agnostica e cristianissima, sempre in prima fila quando si trattava di rivendicare i diritti dei popoli. La cittadina che usava i social per prendere parte al dibattito politico, fino all’ultimo.

È anche colei che ha portato a Bormio il teatro, grazie al ricordo sempre vivo del marito Roberto De Monticelli, voce altissima della critica del Novecento.

I funerali si terranno lunedì, a Bormio, alle 14.30 nella Chiesa Parrocchiale. Il corteo partirà dall’abitazione di via Monte Braulio 1.

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