Venerdì 06 Dicembre 2013

Van De Sfroos in “Gabbia”

Tv tra attualità e musica rock

Un’immagine di Davide Van De Sfroos ospite della trasmissione de La7 di Gianluigi Paragone

Prevendite aperte e grande attesa per lo show di “Terra&Acqua” che Davide Van De Sfroos porterà al Teatro Sociale venerdì 13 dicembre (biglietti a 15 euro).

Intanto il cantautore, che sta preparando il nuovo disco, sta, per certi versi, tornando alle origini: dopo il bel concerto a favore degli operai della Sisme, mercoledì sera ha partecipato alla trasmissione di Gianluigi Paragone “La gabbia”, non in veste di polemista, ma in quella più consona di cantante di impegno sociale, un Woody Guthrie che ha come riferimento l’oscurità del lago di Como invece dell’arida polvere dei deserti.

È il giornalista che si diverte a commentare l’attualità con il rock lo ha coinvolto in una versione de “La balada del Genesio” resa scoppiettante dalla band di casa, Skassakasta, con due intermezzi. Il primo del “padrone di casa”, che ha approfittato della storia scritta, a suo tempo, da Bernasconi per chiosare “Genesio almeno ha un nome che si può ricordare. In Italia ci sono persone che non hanno un nome. Sono pezzi di una catena di montaggio. Dicono che questo sia l’effetto della globalizzazione, che non si può fare concorrenza alla Cina. Poi però la Cina e le ‘cineserie’ arrivano in Italia... In Italia ci sono imprenditori che per lo Stato hanno un nome solo quando ci sono da riscuotere le tasse.

In Italia ci sono ragazze e ragazzi che vorrebbero un lavoro, perché sanno che senza un lavoro non c’è un presente e non c’è un futuro e non ci sono storie da raccontare. E poi ci sono uomini e donne a cui si chiede di mandare giù ogni cosa, anche di mandare giù il sopruso del potere. In Italia c’è uno Stato che dice di non essere mai stato...” (era Ferretti, ancora con i Csi, che cantava “Chi è stato è stato e chi Stato non è”). Van De Sfroos ha aggiunto il proprio pensiero, non roseo, sulla situazione: “La velocità alla quale ci siamo abituati a viaggiare sta disarcionando costantemente persone, lavoratori e anche passanti casuali.

Non sappiamo se questo sia davvero progresso. Qualcuno potrebbe perdere il lavoro, qualcuno probabilmente perderà il lavoro, qualcuno probabilmente ha già perso il lavoro, ma la cosa che ci terrorizza ancora di più è che prima o poi arriveremo a perdere i lavoratori e sarà l’inizio della fine”. Un momento televisivo forte, che può piacere o non piacere, e che quindi non mancherà di far discutere i fan dell’artista in attesa di vederlo nuovamente sul palcoscenico comasco, assieme al violinista Angiapiemage Galliano Persico, per raccontare tante storie del suo amato Lario.

© riproduzione riservata