Appello ai sindaci dell’Erbese  «Servono volontari antincendio»
Un volontario in azione nei mesi scorsi durante un incendio sui monti di Albavilla

Appello ai sindaci dell’Erbese

«Servono volontari antincendio»

Lettera aperta della Comunità montana dopo i roghi del 2017: «Nei giorni feriali è difficile mettere in campo più di 20-25 persone adeguatamente formate»

Servono più volontari specializzati per fronteggiare gli incendi sul territorio erbese e in Valassina. A scriverlo in una lettera indirizzata a tutti i sindaci è l’assessore alla protezione civile e al servizio antincendi boschivi della Comunità Montana del Triangolo Lariano: Roberto Ballabio invita le amministrazioni comunali a promuovere in ogni modo i corsi di formazione che partiranno nelle prossime settimane, coinvolgendo giovani e pensionati. La lettera di Ballabio è stata recapitata nei giorni scorsi nelle sedi municipali dei trenta Comuni che fanno parte della Comunità Montana.

«I rilevanti incendi che hanno distrutto a fine dello scorso anno significative aree boschive del territorio di una decina di Comuni del Triangolo Lariano - scrive l’assessore - hanno evidenziato la necessità di disporre di un efficiente sistema di protezione civile».

Il problema è che «in caso di emergenze possono operare solo squadre di volontari abilitati secondo specifici criteri stabiliti dalla normativa in materia» e proprio su questo fronte, ovvero quello dei volontari con le competenze necessarie per operare fronte fiamma, «la maggior parte dei Comuni del Triangolo Lariano è inadempiente e non dispone di squadre organizzate con volontari abilitati per fornire il dovuto regolare supporto in caso di emergenze anche frequenti quali ricerca persone scomparse, incendi boschivi, eventi idrogeologici».

L’antincendi boschivi della Comunità Montana ha una squadra di circa 70 volontari operativi, ma soprattutto nei giorni feriali è difficile mettere in campo più di 20-25 persone: lo scorso autunno, in occasione dell’incendio che ha devastato i boschi tra Albavilla e Tavernerio, i pochi volontari disponibili hanno operato quattro giorni dormendo 3-4 ore a notte.


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