Oggi apre MilanoUnica, ma il bilancio delle imprese tessili che stanno rientrando da Parigi, dove hanno esposto alla fiera Premiere Vision, è tutt'altro che positivo. Si sono visti pochi clienti, soprattutto sempre meno europei, americani. Il segnale che si cercava di una conferma della ripresa in vista per il settore, non c'è stato.
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s.casiraghi
Un rallentamento prevedibile quello registrato dalla maggior parte degli espositori comaschi presenti a Première Vision, salone parigino che quest'anno ha rivoluzionato il calendario tessile anticipando Milano Unica, che apre oggi i battenti negli spazi di Fieramilanocity. “Non poteva andare diversamente- afferma Luigi Zoni della Tessitura Verga- tenendo conto di quello che è successo nel 2009, e sta succedendo ancora. Si è vista in giro meno gente, ridimensionata soprattutto la presenza di compratori italiani, francesi e dell'Europa dell'Est. In calo i russi. Sono mancati anche i curiosi che una volta affollavano la manifestazione, ma questo è un bene, perché si perdeva un sacco di tempo per contatti assolutamente inutili”. Al di là dell'afflusso, l' appuntamento francese ha comunque confermato la sua vocazione internazionale.
“In questo senso costituisce un'insostituibile piattaforma, l'unica in grado di attirare un parterre mondiale- afferma l'imprenditore- anche se tutti ordinano mediamente meno”. “Da un punto di vista commerciale, questi rendez vous stagionali non hanno più senso- continua- Abbiamo cominciato a vendere le pre-collezioni della primavera-estate 2011 lo scorso dicembre e andremo avanti con la consegna delle ultime pezze fino a settembre. E' cambiata la tempistica, e i nuovi ritmi in sintonia con le mutate esigenze del mercato, stanno offuscando sempre più il ruolo delle fiere”. In quest'ottica, torna in primissimo piano la necessità di rivedere modelli ormai obsoleti, che hanno portato a una drastica selezione degli appuntamenti. A farne le spese anche Milano Unica, che sta registrando una crescente disaffezione da parte tessitori lariani. “Richiama prevalentemente operatori nazionali- sottolinea Zoni- In un momento di rigore come l'attuale, non vale la pena andare a un salone per incontrare clienti facilmente raggiungili, che si possono contattare in anticipo e pianificando meglio gli appuntamenti nelle loro sedi”.
Per questo la Verga si è defilata dalla rassegna come altre aziende, non solo comasche. La X edizione di Milano Unica, che si apre questa mattina alla presenza di numerose autorità, deve fronteggiare un preoccupante calo di partecipanti: 441, di cui 358 italiani (-42 aziende rispetto a settembre 2009). “E' motivato da due ragioni- spiegano in una nota i vertici dell'esposizione- Da un lato la selezione che la crisi economica internazionale ha determinato nel numero di imprese, dall'altro l'assestamento sempre più deciso verso il top di gamma confermato dalla presenza dei più autorevoli nomi del tessile-accessorio italiano ed europeo”.
Al taglio del nastro, a fianco del presidente Pier Luigi Loro Piana, ci saranno il viceministro allo Sviluppo Economico, Adolfo Urso, l'ambasciatore Umberto Vattani, il presidente dell'Istituto per il Commercio con l'Estero, Luca Mantellassi, il presidente di ITF, onorevole Santo Versace, anche in qualità di presidente di Altagamma, e Michele Tronconi, presidente di Sistema Moda Italia. Oltre a Paolo Zegna, vicepresidente di Confindustria, Michele Perini, presidente di Fiera Milano, assieme a numerosi espositori, Silvio Albini, presidente Shirt Avenue, Alberto Jelmini, presidente Moda In e vicepresidente di Milano Unica, e Beppe Pisani, presidente di Ideacomo.