Bellagio, monito di Ravasi dopo Crema  «L’indifferenza non diventi spettacolo»
Il cardinale Gianfranco Ravasi durante l’omelia pronunciata nella parrocchiale di Civenna (Foto by Roberto Gandola)

Bellagio, monito di Ravasi dopo Crema

«L’indifferenza non diventi spettacolo»

Il ritorno del cardinale in riva al lago per le vacanze e la prima messa nella parrocchiale di Civenna

Troppo piccola la chiesa di Guello, dove da tempo ha eletto il suo buen retiro estivo. Così il cardinale Gianfranco Ravasi - il “ministro della Cultura” di Papa Francesco- domenica 2 agosto ha celebrato la prima messa di queste vacanze nella parrocchiale di Civenna, davanti a circa 150 fedeli. Il richiamo all’emergenza sanitaria e non solo, hanno caratterizzato l’omelia dell’alto prelato. Che si è soffermato in particolare sulla tragedia avvenuta a Crema, dove una donna si è data alle fiamme davanti a tutti ed è morta per le gravissime ustioni. Una scena filmata da molte persone. Pochissimi, però, hanno dato l’allarme provocando la dura condanna del sindaco del sindaco di Crema. Il parallelo tra questi tempi di emergenza, sofferenza, distanza e indifferenza hanno caratterizzato le parole di Ravasi pronunciate dal pulpito. «Questo strano anno ci ha mostrato l’importanza della distanza in positivo e in negativo – ha detto il cardinale - Qualche volta abbiamo bisogno della distanza, ma la distanza ha anche un aspetto negativo, “dis” è un prefisso negativo: l’egoismo crea distanza, l’indifferenza crea distanza, la superficialità o il disprezzo». E l’esempio di questa distanza negativa è di questi giorni: «Abbiamo visto tutti cosa accaduto a Crema un esempio di distanza crudele e assurda. Una donna si è data fuoco nel parcheggio di un ristorante e tutti tranne uno hanno preso il cellulare per riprendere la scena. L’indifferenza anche di fronte ad una persona disperata che si uccide diventa spettacolo. Anzi di più, viene messa sui social». «La distanza diventa criminale, il contrario di carità e virtù. Non c’è più il rimorso. In una società frenetica e in movimento noi non pensiamo alle sofferenze altrui, quando abbiamo già le nostre sofferenze. Non comprendiamo la gente che soffre di più, dobbiamo prendere esempio da Dio» ha aggiunto il cardinale. Poi l’appello a non abbassare la guardia contro il coronovirus: «Dobbiamo restare attenti, considerare ancora cosa accade in Europa con questa pandemia. L’appello è all’attenzione - ha concluso Ravasi - ed è un appello di coscienza».

(Giovanni Cristiani)


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