Cercatore di funghi non risponde
Ma aveva il cellulare scarico

Decine di soccorritori impegnati all’Alpe Leveja dopo l’allarme dell’amico Il “disperso” era già a casa

Decine di uomini alla sua ricerca, ma lui era già rientrato a casa tranquillo e beato.

È successo ieri all’Alpe Leveja, dove due amici si erano dati appuntamento alle 10 dopo essersi separati all’alba in cerca di funghi. Uno dei due cercatori di funghi, giunto per primo sul posto, ha atteso per due ore l’amico, poi si è seriamente preoccupato e ha chiamato i soccorsi.

Sul posto si sono radunate due squadre della stazione Lario occidentale e Ceresio del Soccorso alpino e i vigili del fuoco di Menaggio. Il versante che si apre nella zona soprastante, molto noto agli appassionati dei funghi, è particolarmente vasto e si estende fino all’alpe Nesdale, in territorio di Plesio.

Le operazioni di ricerca sono iniziate, con uomini a perlustrare l’area dal basso a salire e dall’alto a scendere. Poi, dopo circa un’ora, il presunto disperso ha fatto sapere di essere già rientrato a casa. Ha raccontato di essere sceso a Leveja in anticipo sull’orario concordato, decidendo così di rientrare verso casa a piedi senza aspettare l’amico sul posto. Sì è anche accorto di avere il telefono cellulare scarico e, per questo motivo, è riuscito ad avvisare l’altro solo quando è rientrato nella propria abitazione. Storia a lieto fine, dunque, se si considera che ormai ansia e preoccupazione avevano preso il sopravvento.

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