Colonno, niente movieri, tutti fermi sulla Regina

Statale in tilt senza il personale incaricato di dirigere il traffico tra le strettoie di Colonno e Spurano. Gli “osservatori” saranno assenti anche oggi: non è ancora stato definito il loro impiego nei fine settimana

Colonno, niente movieri, tutti fermi sulla Regina
Così ieri alle 11,30 alla strettoia di Colonno

Ieri, per tutta la mattinata e con alcune “fiammate” pomeridiane, la statale Regina ha vissuto la terza giornata di caos.

Riportando all’interno della strettoia di Colonno le lancette indietro di due anni, quando i residenti - esasperati per le continue code - si erano improvvisati “movieri” per far defluire Tir e bus turistici. Sin qui non si è ancora reso necessario, ma certo le premesse di questo fine settimana lungo, in corrispondenza della festività svizzera dell’Ascensione, fanno capire che anche nei weekend servono contromisure a code e ingorghi. E la prima riflessione riguarda l’utilizzo anche il sabato e la domenica degli osservatori del traffico. Utilizzo non così semplice da mettere in campo per diversi motivi.

Ma andiamo con ordine. Ieri mattina il transito contemporaneo di sette bus turistici (“segnalati” anche sui social), di un’autocisterna e di un numero rilevante di camper con targhe straniere ha innescato un lungo ingorgo che ha obbligato anche moto e bici a fermarsi, con i tempi di percorrenza che si sono allungati toccando i 10 minuti al chilometro - in particolare dalle 10 in poi - ben oltre il tratto di Regina compreso tra le quattro strettoie tra Colonno e Isola di Ossuccio.

Che fare dunque? Per coprire anche il fine settimana servirebbero - in base a un rapido calcolo - almeno sei osservatori del traffico in più rispetto agli attuali (nelle ultime ore sono arrivati tre curriculum). E questo ricordando che la domenica contempla un salario maggiorato del 30%. Una questione di numeri e costi con l’intera operazione che arriverebbe a costare sui 150 mila euro, che ovviamente non possono ricadere sulle spalle di amministrazione provinciale e Comuni, nonostante le buone intenzioni della Camera di commercio e il “sì” di massima (a un contributo) dell’Anas.

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