Esercitazioni di discesa notturna del soccorso alpino

Claino con Osteno In azione quattordici esperti del gruppo forra, per l’esercitazione per simulare la ricerca delle persone in condizioni estreme

Esercitazioni di discesa notturna del soccorso alpino
Due esperti del gruppo forra nelle acque del torrente Lirone

La squadra lariana del Gruppo forra regionale del Cnsas (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico) lombardo ha effettuato un’importante esercitazione lungo l’alveo del torrente Lirone, in territorio di Claino con Osteno.

Quattordici i tecnici di soccorso in forra intervenuti, tra cui un medico, per compiere soprattutto prove di discesa in notturna. Si tratta di scenari per nulla inusuali nell’attività del Corpo: molto spesso, infatti, gli interventi per mancato rientro di persone che stavano praticando sport come il canyoning (o torrentismo) o erano impegnate in attività più comuni, come cercar funghi, si svolgono in notturna, perché l’allarme scatta verso sera, quando i parenti cominciano a preoccuparsi seriamente.

Competenze superiori

Scendere in forra è già di per sé un’impresa non semplice, farlo al buio richiede una competenza superiore. Per gli addetti diventano fondamentali la valutazione delle condizioni di sicurezza e la conoscenza dei percorsi e delle zone.

In occasione dell’esercitazione di Osteno, per completare la discesa i tecnici hanno anche simulato lo sforramento verso l’alto (cioè l’uscita dal torrente) tramite la risalita di corde fisse, posizionate in precedenza dai volontari della stazione Lario occidentale e Ceresio.

Una serata impegnativa, nel complesso, ma ben riuscita e con parecchi partecipanti, che ha permesso ai soccorritori della squadra lariana di ritrovarsi e di presentare anche i nuovi tecnici da poco entrati a fare parte del gruppo.

Pronti all’azione

Quattro partecipanti fanno parte della delegazione Lario occidentale a Ceresio: «Abbiamo sei forristi – segnala il responsabile, Lorenzo Peschiera– Oltre al canyoning, per il recupero di persone finite nelle forre, si occupano anche di bonifica quando occorre accertare che il corpo di una persona dispersa non si trovi nell’alveo di un torrente sott’acqua».

Le esercitazioni devono essere costanti per mantenere alto il livello degli interventi e le squadre del Soccorso alpino, quando vengono chiamate in causa, dimostrano puntualmente di saperci davvero fare. Ma ritrovarsi per mettere a punto assieme le tecniche d’intervento serve anche a fare gruppo e a sviluppare l’affiatamento.

Le più recenti esercitazioni erano state effettuate alla Camogge, a Colonno, e nel torrente Moregge, sul Moregallo.Gianpiero Riva

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