I 105 anni di Amalia: «Con la coscienza pulita si va sempre lontano»

Colonno Il compleanno speciale della storica perpetua. Fiori, dolci e ricordi per la donna nata il 24 luglio 1917: «Il segreto della longevità? Non fare del male a nessuno»

I 105 anni di Amalia: «Con la coscienza pulita si va sempre lontano»
Amalia Soldati con la torta del compleanno numero 105

«Ghe’l disi me a col sciur chi. Sono nata il 24 luglio 1917. Oggi compio 105 anni».

Con l’inconfondibile slang di Colonno - fatto di vocali finali allungate - ci ha pensato lei stessa, Amalia Soldati, a confermare in presa diretta di aver tagliato con piglio deciso il traguardo dei 105 anni.

Per oltre 70 anni è stata la scrupolosa perpetua e l’anima della parrocchiale di San Michele, lei che peraltro abita a due passi dalla chiesa. Ieri in tanti hanno voluto portarle di persona un messaggio d’affetto, un fiore, un dolce con un bel “Happy Birthday” appeso sopra l’ingresso dell’abitazione.

L’amica di 96 anni

L’Amalia ha superato l’ultimo anno del Primo conflitto mondiale, la Seconda Guerra mondiale e il biennio segnato purtroppo dalla pandemia, senza dimenticare gli echi del conflitto russo-ucraino. E neppure un recente ricovero in ospedale ne ha minato lo spirito. L’assessore Barbara Gerletti (con fascia tricolore) e il consigliere Serenella Gilardoni sono state tra le prime a portare gli auguri del paese (con annesso omaggio floreale) - accolte dalla nipote Cristina - e con loro Maria Pozzi, 96 anni e grinta da vendere. E tra un pasticcino ed un crodino, la domanda è sorta quasi spontanea: qual è il segreto di questa longevità?. «Non fare del male a nessuno. Ho sempre servito la Chiesa con grande umiltà. Ho assistito quattro sacerdoti. Lo dico soprattutto ai più giovani. Con la coscienza pulita si va lontano. La famiglia per me è importante. Per 10 anni sono stata al fianco di mia sorella, inferma. L’ho fatto con tutto l’amore possibile».

I nipoti

Non si è mai sposata Amalia Soldati, circondata oggi dall’affetto dei nipoti, dei pronipoti e di un paese che in fondo è come se fosse una grande famiglia. E c’è chi ha visto similitudini tra Colonno e Perdasdefogu, paese sardo dell’Ogliastra che vanta 8 centenari su 1700 abitanti. Qui gli abitanti sono 460 e gli ultranovantenni rappresentano un nutrito drappello, tanto da meritarsi nel 2016 un calendario tutto loro, pensato dalla Pro Loco guidata da Sandro Riva.

Il ricordo di don Federico

Il momento di festa di ieri è stato inevitabilmente l’occasione per riavvolgere i fili di più di mezzo secolo al servizio della chiesa parrocchiale. «Purtroppo ho ancora davanti a me gli ultimi istanti di don Federico Perego. Ricordo tutto della sera durante la quale purtroppo è mancato. Stavamo guardando la televisione. Poi lui ha deciso di andare a coricarsi - spiega, con grande lucidità, la signora Amalia -. Ho visto la luce nella sua camera accesa e ho sentito un tonfo sordo. Lui era a terra. Non c’è stato più nulla da fare. Era diventato sacerdote dopo un’infanzia difficile». Don Federico Perego era arrivato a Colonno subito dopo la metà degli anni Settanta.

«È un esempio per tutti Amalia Soldati - la chiosa dell’assessore Barbara Gerletti -. A Colonno ci si mantiene bene. Un po’ di sano campanilismo non guasta, soprattutto in occasioni speciali come questa».

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