La tragedia di Gravedona  «Così si è salvato papà»
Continuano gli accertamenti degli investigatori sul luogo dell’incidente, costato la vita a un operaio lecchese

La tragedia di Gravedona

«Così si è salvato papà»

Migliorano le condizioni dell’uomo rimasto ferito dall’esplosione del serbatoio di gpl. Senza scampo l’operaio di Lecco investito in pieno: «Addolorati per lui»

Un morto un ferito grave. Il bilancio della violenta deflagrazione avvenuta giovedì mattina a Brenzio, frazione di Consiglio di Rumo, è pesantissimo e ha comprensibilmente destato grande scalpore. Lo scoppio di un serbatoio del gas di un’abitazione privata non ha lasciato scampo a Mauro Pigazzini, cinquantatreenne di Garlate in provincia di Lecco, dipendente della Butangas di Cesana Brianza, che si trovava proprio a ridosso del serbatoio che stava riempiendo: il suo corpo è stato scaraventato a centinaia di metri di distanza.

Poco distante c’era anche Gino Mantova, 67 anni, di Stazzona: anche lui è stato scaraventato a terra e ha subito gravi traumi, ma ci sono buone speranze che se la cavi. Il bollettino medico dell’ospedale Niguarda, dove l’uomo è stato trasportato in elicottero, parla di “fratture facciali, lussazione al mento e ferite al viso; ustioni di primo grado al volto e alle gambe”.

E’ ricoverato in rianimazione e la prognosi rimane riservata. «Siamo fiduciosi – dichiara comunque il figlio Riccardo – Papà ha una fibra forte e sono certo che se la caverà. Alla luce di quel che è successo, gli poteva andare molto peggio; siamo addolorati per le sorti del dipendente della Butangas, che è stato ben più sfortunato».

L’articolo completo su La Provincia di sabato 13 luglio


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