Lenno, masso pericolante  Evacuata l’Abbazia
A destra, l’abbazia dell’Acquafredda: c’è il rischio di una frana (Foto by Selva)

Lenno, masso pericolante

Evacuata l’Abbazia

La struttura ospitava 40 migranti: alcuni rimarranno in paese, altro hanno trovato una sistemazione a Como

Dopo sei abitazioni - una quindicina di persone in tutto - ieri il raggio dell’ordinanza di sgombero dopo i massi caduti dieci giorni fa dalla zona nota come Val de la Chimbia (sopra la frazione di Lera) è stato allargato anche all’Abbazia dell’Acquafredda, simbolo di Lenno e del territorio, edificata dai monaci circestensi di Morimondo nel dodicesimo secolo e che attualmente ospita una quarantina di migranti, quasi tutti provenienti dall’Africa Subsahariana.

E’ stato il sindaco Mauro Guerra a firmare nel primissimo pomeriggio di ieri l’ordinanza che «amplia all’intero compendio dell’Abbazia dell’Acquafredda l’area di evacuazione e inaccessibilità».

La decisione

«Già da martedì pomeriggio avevamo messo in preallarme la prefettura e pressoché ininterrotti sono stati i contatti con la cooperativa che gestisce la struttura - sottolinea il primo cittadino -. I ripetuti sopralluoghi - l’ultimo dei quali effettuato martedì - hanno certificato la presenza di materiale roccioso di importanti dimensioni in condizioni di stabilità assolutamente precaria e anche l’Abbazia rientra nell’area da mettere in sicurezza. Da qui la decisione di allargare il raggio dell’ordinanza. Un provvedimento preso in via del tutto precauzionale, anche alla luce del persistere di avverse condizioni meteo. Tutta l’area è monitorata. Tecnici comunali, geologo e Utr (Ufficio Territoriale Regionale) sono al lavoro. E abbiamo già deciso in che modo intervenire. Al di fuori della zona oggi off-limits non sono state riscontrate situazioni di pericolo. Lo dico per tranquillizzare i cittadini, allarmati per quanto accaduto negli ultimi 10 giorni. L’obiettivo è fare presto e bene per consentire a tutti di rientrare a casa non appena la zona sarà interamente in sicurezza».

E quella di ieri (due le ordinanze di sgombero di martedì che ha interessato altre due abitazioni, dopo le quattro di martedì scorso) è stata un’altra giornata particolarmente intensa in zona Acquafredda. Nel tardo pomeriggio, una trentina di migranti è stata trasferita in (almeno) tre centri di Como città, mentre i cinque migranti che attualmente lavorano in zona - con regolare contratto - sono stati alloggiati in un appartamento individuato dal Comune.

Il trasferimento

Telefonate e contatti si sono susseguiti sino a sera inoltrata per organizzare il trasferimento a Como nel migliore dei modi. Impegnate a fondo la responsabile del centro di accoglienza lennese Ivonne Merlo (la cooperativa che gestisce la struttura ha sede ad Antegnate, Bergamo) e la referente lavoro e istruzione del centro ubicato all’interno dell’Acquafredda, la lennese S abine Bickler (a lei il merito di aver creato importanti contatti tra l’Acquafredda e il territorio).

Sul posto, nel pomeriggio, è giunto anche il maggiore Filippo Bentivogli, alla guida della Compagnia carabinieri di Menaggio (in contatto con il comandante della stazione di Tremezzina, il maresciallo Paolo Lo Giudice). E sul posto è arrivato anche il comandante della polizia locale di Tremezzina, Massimo Castelli. Secondo quanto si è appreso, dalla parete della Val de la Chimbia si sono staccati - suddivisi in più massi - circa 100 metri cubi di materiale. Resta chiusa al traffico anche via dell’Alpe, trafficatissima carrozzabile che sale verso le frazioni montane di Lenno.


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