«Paesi in ordine e strade decenti
Garantiteci le basi dell’ospitalità»

Giuseppe Rasella (Albergatori Confcommercio) oltre alla ricostruzione dopo l’alluvione di luglio sollecita interventi sulla pulizia del lago:«Le foto dei disastri sono state un danno d’immagine: adesso bisogna fare presto e bene»

«Paesi in ordine e strade decenti Garantiteci le basi dell’ospitalità»
I detriti nel centro di Cernobbio lo scorso 27 luglio

«Paesi in ordine, strade percorribili, lago pulito rappresentano l’abc dell’ospitalità. Mi sembra che oggi (ieri, ndr) nel vostro inserto abbiate toccato le giuste corde all’interno dei sindaci colpiti dall’alluvione del 27 luglio».

«Non entro nelle dinamiche politiche. Mi approprio del motto “fare presto e bene”, perché la nuova stagione turistica è dietro l’angolo, senza dimenticare che da due anni conviviamo con la pandemia».

Le parole sono di Giuseppe Rasella , membro di Giunta della Camera di Commercio e dell’Associazione albergatori di Confcommercio. Il forum dell’inserto “Frontiera” con i sindaci di Blevio, Cernobbio, Maslianico, Brienno, Schignano e Sala Comacina a sei mesi dall’alluvione che ha colpito un’ampia porzione di lago e valli adiacenti ha sicuramente aperto un nuovo fronte di dibattito.

E non solo perché ad oggi ai Comuni non sono stati ancora riconosciuti i fondi legati alla “somma urgenza” - cioè ai lavori di messa in sicurezza cui i municipi hanno dato corso già dal pomeriggio di quel 27 luglio (per Blevio l’emergenza è iniziata quarantotto ore prima) -, ma anche perché i motori dell’economia del lago, sospinti da turismo e cultura, hanno bisogno di tornare al più presto a rombare.

«Non sarà facile rimuovere l’immagine del primo bacino interamente ricoperto dai tronchi. Immagine che attraverso i social ha rapidamente valicato i confini del nostro territorio - osserva Giuseppe Rasella -. Anche per questo dico che l’opera di ricostruzione deve andare avanti perché l’ospitalità a 360 gradi, che passa anche attraverso la messa in sicurezza e la successiva riqualificazione dei nostri paesi non può fermarsi».

E aggiunge: «Il discorso vale per i Comuni rivieraschi così come per quelli montani, ricordando che Alto Adige e Val d’Intelvi hanno fatto della montagna una risorsa e, per diretta conseguenza, una fonte importante di reddito e di posti di lavoro. Dovremo convivere con una nuova normalità, che presuppone anche la necessità per gli operatori di lavorare in sicurezza, ricordando la presenza sul territorio del cantiere della variante della Tremezzina, che comunque ci accompagnerà per i prossimi cinque anni».

È una questione di sostanza e di immagine, anche se «il brand lago di Como ha sin qui saputo superare questo biennio segnato dalla pandemia».

Marco Palumbo

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