Plesio, tragedia in una villetta Ucciso dal monossido mentre dorme
Non sono serviti i soccorsi, scattati con rapidità da Menaggio (Foto by foto archivio)

Plesio, tragedia in una villetta
Ucciso dal monossido mentre dorme

La vittima è un pensionato svizzero di Viganello, proprietario della villetta - L’allarme lanciato dalla moglie, fuori pericolo dopo il ricovero a Menaggio. Ritorno di fumo dal camino acceso

Si erano addormentati al solito orario, nell’abitazione di villeggiatura che loro - svizzeri di Viganello di Lugano, - avevano da quasi mezzo secolo. Ma un uomo di 87 anni, non si è più risvegliato. L’ha ucciso il monossido di carbonio che nella notte si è diffuso nel locale e che ha risparmiato soltanto la moglie, di tre anni più giovane.

A tradire l’uomo, proprietario dell’elegante villetta a due piani della frazione, è stato il camino. Faceva freddo, quella notte, e avevano deciso di addormentarsi lasciandolo acceso. Una decisione costata la vita, a causa delle particolari condizioni ambientali. Tirava vento e, forse proprio per questo motivo, c’è stato un ritorno di fumo dalla canna del camino.

Il monossido di carbonio, nemico subdolo, si è lentamente ma inesorabilmente diffuso nel locale, diventando un terribile sonnifero. Ad accorgersi di quanto stava accadendo è stata la moglie dell’uomo. Si è svegliata poco prima delle 14, con un forte mal di testa e una grande confusione. Al punto di credere che fosse soltanto una delle solite mattinate invernali anzichè il primo pomeriggio.

Accanto a lei il marito, che tuttavia non ha risposto ai solleciti. Il tempo di capire che cosa stava accadendo e la donna è uscita in cortile, lanciando l’allarme. «Sto male, aiutatemi» e, nel contempo spiegando che il marito era ancora all’interno dell’abitazione.

Sul posto sono giunte un’ambulanza e l’automedica della Croce Rossa di Menaggio, ma per il marito non c’è stato più nulla da fare. Appena il tempo di varcare la soglia della villetta e di accorgersi che il gas aveva ormai saturato l’ambiente.

La donna è stata trasportata all’ospedale di Menaggio ed è stata già dimessa nel giro di una manciata di ore, dopo il normale trattamento adottato in questi casi. Per Franco, invece, non c’è stato nulla da fare.


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