Poveri frontalieri  La coda in dogana  e ora anche il radar
La frontiera italo-svizzera di Orio Valsolda e Gandria, in territorio elvetico: una strada percorsa quotidianamente da migliaia di frontalieri diretti in Ticino per lavorare

Poveri frontalieri

La coda in dogana

e ora anche il radar

Valsolda: da domani il semavelox sulle strade svizzere

appena passato il confine: stangate fino a 600 euro

Non bastassero il valico della Valmara ancora (inspiegabilmente) chiuso dall’11 marzo, le code infinite in dogana con tempi di attesa già dalle 5.30 fino a 15-20 minuti al chilometro e i controlli minuziosi per parte ticinese con il permesso “G” da esibire in bella mostra sul cruscotto, ora il Canton Ticino ci mette un altro “carico da 11”.

Già perché questa settimana i controlli delle velocità attraverso autovelox (o radar, utilizzando lo slang ticinese) mobili o semi-stazionari non solo interesseranno gran parte delle strade percorse quotidianamente dai frontalieri, ma vedranno il tratto di Gandria ospitare il tanto temuto radar semi-stazionario.

Si tratta del bestione da 600 chili, in dotazione alla polizia cantonale, che dal momento del suo debutto ufficiale sulle strade ticinesi (gennaio 2019) ha già portato in dote parecchie polemiche. Piazzare l’autovelox in quel punto - Gandria - significa di fatto passare in rassegna una ad una le auto dei frontalieri in transito verso Lugano, tenendo conto del fatto che con le restrizioni oggi in essere dai valichi di confine possono passare unicamente i frontalieri e pochi altri. Domani da Oria Valsolda e da Gandria transiteranno 8-9 mila nostri lavoratori, tenendo conto che al lunedì entrano in Ticino dai due valichi (italiano e ticinese) anche i frontalieri valtellinesi che ad inizio settimana si dirigono nel Cantone di confine per tornare poi verso casa il venerdì sera.

Pesanti le sanzioni, sempre stando al racconto dei frontalieri: «A 72 all’ora la multa arriva a 600 franchi (poco meno di 570 euro)». E’ chiaro che gli autovelox rappresenta un capitolo importante alla voce “entrate”, tenendo conto anche del fatto che “sei automobilisti su dieci” multati in Ticino sono stranieri e per gran parte (frontalieri) italiani. I radar hanno assicurato un extra-gettito da oltre 11 milioni di franchi l’anno (nell’ultimo biennio), con l’implacabile radar di Balerna, lungo l’autostrada A2, che ha conquistato sul campo il titolo di “campione di incassi”. Insomma, una bella boccata d’ossigeno per le casse cantonali.

Dal canto suo, la polizia cantonale fa sapere che «la velocità elevata rappresenta una delle maggiori cause di incidenti», alcuni dei quali “con esiti gravi o mortali”. «Ai conducenti si rinnova l’invito a rispettare i limiti a tutela della propria incolumità e di quella degli altri utenti della strada».


© RIPRODUZIONE RISERVATA