Rischio frane, i sindaci del lago  «Una classifica sballata»
Uno dei numerosi lavori svolti ad Argegno contro il dissesto

Rischio frane, i sindaci del lago

«Una classifica sballata»

Il primo cittadino di Argegno contesta l’Ispra: «Qui investiti 800mila euro per la sicurezza». La collega di Carlazzo: «Va bene la prevenzione, ma quell’istituto non ci ha mai chiesto alcuna informazione»

«In Comune non è arrivato un solo documento firmato da Ispra. Ci ritroviamo inseriti in indici e graduatorie che non hanno alcun tipo di localizzazione spazio-temporale». È visibilmente contrariato il sindaco di Argegno, Roberto De Angeli, dopo che l’Ispra ha inserito il suo Comune in quattro distinte graduatorie relative alla “pericolosità da frana” e alla “pericolosità idraulica elevata” nell’ambito di un corposo studio sul dissesto idrogeologico.

«Se Ispra è a conoscenza di informazioni che noi non abbiamo, ma ne dubito, ce le faccia avere. Che parametri sono stati utilizzati per redigere le varie graduatorie? Quali sono le zone cosiddette “a rischio”? Non è così che si fa».

«Troppo facile lanciare il sasso e ritirare la mano. Ispra parla di poca attenzione al territorio. Io dico che ad Argegno negli anni è avvenuto l’esatto contrario - sottolinea ancora il primo cittadino -. Faccio presente a questo Istituto che solo negli ultimi 10 anni sul nostro territorio sono stati investiti circa 800 mila euro per prevenire fenomeni di dissesto idrogeologico».

Peraltro tra i 34 Comuni comaschi indicati da Ispra non figura Lenno o comunque Tremezzina, dove dopo anni di relativa tranquillità ora una frana sopra l’Abbazia dell’Acquafredda ha costretto da un lato 12 residenti e 34 migranti (questi ultimi ospiti dell’Abbazia) a lasciare case e strutture e dall’altro il Comune di Tremezzina ad un’autentica maratona per appaltare i lavori di messa in sicurezza.

È presente invece (in due delle graduatorie) Carate Urio, dove il maltempo di fine ottobre ha costretto fuori casa per qualche giorno otto persone. Punta il dito contro l’Ispra anche il sindaco di Carlazzo, Antonella Mazza: «Ben venga tutto ciò che fa prevenzione, ma sarebbe stato interessante confrontarci con Ispra per capire il metodo seguito per definire i vari indici di pericolosità. Cosa che non è avvenuta e di questo me ne rammarico. Il monitoraggio del territorio è costante».

«Non abbiamo situazioni di pericolo al momento segnalate - aggiunge -, salvo qualche contingenza legata a episodi eccezionali di maltempo. Eppure Ispra indica la presenza sul nostro territorio di 269 edifici in area a pericolosità di frane e 824 residenti in aree a rischio. Non credo sia questo il modo di agire, lasciando i Comuni completamente all’oscuro di quanto avviene altrove».

Quanto al rischio idrogeologico, la graduatoria lariana è guidata da San Nazzaro Val Cavargna, con 279 immobili in aree a pericolosità da frana. «Sono anni che monitoriamo attentamente il paese - sottolinea, perentoria, il sindaco Tiziana Guidi -. L’allora sindaco Stefano Rossi aveva dato l’incarico per un monitoraggio delle zone a rischio. Monitoraggio che noi abbiamo continuato con Arpa».


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