Sanità sul lago, parla l’assessore  «Siamo pronti a rivedere i confini»
Giulio Gallera durante una visita all’ospedale di Cantù

Sanità sul lago, parla l’assessore

«Siamo pronti a rivedere i confini»

In un’intervista esclusiva a “La Provincia” Giulio Gallera interviene dopo le proteste per il lago e le valli comasche “accorpate” a Sondrio «Ascolteremo sindaci e cittadini per verificare l’efficacia della riforma»

Doveva semplificare la vita dei cittadini. A distanza di due anni sono in molti a sostenere che la riforma regionale della sanità non ha affatto centrato l’obiettivo. Riforma che, come è noto, ha accorpato il Centro e Alto Lario nell’Ats di Montagna con base operativa a Sondrio e, ancora, ha trasferito l’ospedale di Menaggio sotto le insegne dell’Asst della Valtellina e Alto Lario (l’azienda ospedaliera).

Anzi, i nuovi confini hanno prodotto un problema politico di rappresentanza (mezzo lago e valli “scippate” a Como e “regalate” a Sondrio) e soprattutto sanitario con tanti pazienti costretti (o indotti) ad andare negli ospedali valtellinesi anziché a quelli di Como, assai più vicini. Con tempi lunghi, disagi facilmente immaginabili per la carenza di collegamenti e mille proteste. “La Provincia” ha intervistato in esclusiva l’assessore regionale Giulio Gallera: «A distanza di due anni dall’avvio della riforma stiamo avviando una riflessione sul tema dei confini. Quando si tirano delle righe, bisogna naturalmente aspettarsi problemi di adattamento. Alcune situazioni hanno bisogno di interventi: negli ultimi tempi c’è anche il caso di Menaggio».

Il titolare del Welfare aggiunge: «Prima dell’estate o al massimo subito dopo faremo un approfondimento serio sull’intero tema. Del resto quando si avvia un percorso tanto innovativo, bisogna verificare che funzioni. E questo faremo con la premessa, per l’appunto, che nulla è stato scolpito sulla pietra. Proprio per questo motivo, quando era stata avviata la riforma sanitaria, si era parlato di un periodo di sperimentazione. Avevamo la necessità di capire se la situazione poteva funzionare. Adesso,a distanza di tempo, ci sono tutti gli elementi per verificarlo con tutti i diretti interessati. Mi sembra un percorso normale». Gallera aggiunge che saranno ascoltati sindaci e cittadini, oltre che gli operatori. «La Regione è disponibile a parlare, ad approfondire e, davanti a situazioni pacifiche, a intervenire».

L’intervista completa su La Provincia di giovedì 19 aprile


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