«Tra dieci giorni  il ricordo del duce  Ma senza messa»
Don Luigi Barindelli con Primo Turchetti alla messa dell’anno scorso

«Tra dieci giorni

il ricordo del duce

Ma senza messa»

Mezzegra: la commemorazione domenica 26 luglio

dopo il rinvio ad aprile a causa del lockdown

«È un fatto che non si può ignorare. Qui, inteso come Mezzegra, sono morte due persone. Questo è lo spirito con cui dall’84 ogni anno ho celebrato la messa in suffragio di Benito Mussolini e Claretta Petacci. Nell’anno delle prime volte, ci sta che la messa in corrispondenza del 28 aprile diventi una benedizione nella domenica che precede il 29 luglio, giorno in cui è nato Mussolini».

Al telefono dall’hinterland milanese, dove è ospite di parenti, don Luigi Barindelli, 91 anni domenica prossima, commenta così l’annuncio dell’Associazione culturale Mario Nicollini presieduta da Primo Turchetti relativo alla commemorazione di Benito Mussolini e Claretta Petacci prevista domenica 26 luglio alle 11.30 a Giulino di Mezzegra. Il programma redatto con l’avallo delle autorità preposte (leggasi questura) e nel rispetto delle norme sanitarie in essere prevede la benedizione sul sagrato della chiesa parrocchiale di Sant’Abbondio - in tal senso sono stati presi gli opportuni contatti con il parroco, don Luca Giansante - e il “Presente!” «per Benito Mussolini e per tutti i caduti della Rsi» davanti al cancello di Villa Belmonte a Giulino di Mezzegra, ricordando anche Claretta Petacci.

L’iniziativa

In realtà si tratterà di una doppia commemorazione, perché alle 9.30 sul lungolago di Dongo è previsto una breve commemorazione - con tanto di “Presente!” - anche per i gerarchi fucilati alle 17.47 del 28 aprile ’45. L’Associazione culturale Mario Nicollini fa sapere che «a Giulino di Mezzegra, insieme alla benedizione, sarà posata una corona davanti all’effigie in marmo che ritrae Benito Mussolini e Claretta Petacci e che, in ossequio all’emergenza sanitaria in essere, il 28 aprile era stata posata una corona, rimandando la commemorazione alla domenica più vicina in ordine di tempo al 29 luglio».

Da quel 28 aprile 1945 sono trascorsi 75 anni tra verità, smentite e ricostruzioni a volte vicine alla realtà a volte frutto della fantasia storica. La linea degli organizzatori resta quella del basso profilo e di sicuro di anno in anno il prezioso lavoro, spesso lontano dai riflettori, della questura di Como - con il supporto delle altre forze dell’ordine - ha permesso di togliere alla commemorazione quei connotati che avevano creato (e anche potevano creare) elementi di frizione e tensione.

«Che sia una preghiera»

«Ho avvisato Edda Negri Mussolini, la nipote del duce, della commemorazione del 26 luglio - confida a “La Provincia”, don Luigi Barindelli -. Mi ha detto che tornerà a Mezzegra a fine agosto. Ha apprezzato il gesto. La storia ha ancora parecchio da dire su quanto è accaduto quel 28 aprile ’45. Ci terrei però a rimarcare, pur essendo lontano da Mezzegra, quanto detto nel corso dell’omelia dell’ultima messa in suffragio di Mussolini e della Petacci che ho celebrato e cioè che quell’appuntamento annuale non è una commemorazione politica, ma va intesa come una preghiera per le persone e non per i personaggi storici».

Appuntamento dunque al 26 luglio nel solco di quanto avviene ogni anno a Predappio, Comune romagnolo in cui è nato Benito Mussolini. (Marco Palumbo)


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