Tragedia di Gravedona
L’istruttore resta in carcere

Davanti al giudice ha provato a giustificarsi: sono stato abbagliato da un’altra auto. Il 28 gennaio l’addio alla vittima di Musso

Tragedia di Gravedona L’istruttore resta in carcere
GRAVEDONA ED UNITI - Giorgio Civetta
(Foto di Gian Riva)

Sono stato accecato dai fari di un’altra auto. Ho bevuto solo qualche bicchiere di vino. Ho fumato hascisc, ma il giorno prima non la sera dell’incidente. Maicol Canton, il giovane istruttore di kite surf con casa a Gera Lario e lavoro a Dervio che nella notte di sabato 22 gennaio ha travolto e ucciso Giorgio Civetta, 64 anni di Musso, prova a rivedere al ribasso le proprie responsabilità sul tragico incidente di Consiglio di Rumo. Ma al termine dell’interrogatorio il giudice delle indagini preliminari, Carlo Cecchetti, non ha avuto alcun dubbio: arresto operato dai carabinieri del nucleo operativo radiomobile di Menaggio convalidato e custodia cautelare in carcere per il giovane.

Resta al Bassone con l’accusa di omicidio stradale pluriaggravato Maicol Canton. Quantomeno in attesa degli esiti ufficiali sul suo tasso alcolemico - stimato da un pretest tra l’1 e il 2, ovvero tra il doppio e il quadruplo del limite di legge consentito - e dell’esame tossicologico.

Assistito dall’avvocato Marco Fugazza, il giovane originario di Pordenone ma trapiantato a Gera ormai da tre anni, ha ricostruito così la tragica nottata della Regina.

Prima di mettersi al volante della Subaru Impreza di suo padre, pur consapevole di girare da cinque anni senza patente addirittura revocata a settembre, ha detto di aver trascorso la serata con altri tre amici e di aver bevuto e quindi diviso, con loro, una bottiglia di vino. Non di più. Quindi di essersi messo in macchina per tornare a casa. Ha ammesso che, forse, stava andando troppo veloce. E di aver fatto una manovra spericolata, al momento dell’incidente. Causata, a suo dire, dal sopraggiungere in senso opposto di un’altra auto (l’unica testimone oculare dell’incidente, sentita prontamente dai carabinieri di Menaggio, non ha però riferito di alcuna altra vettura) che l’avrebbe abbagliato. Quindi ha perso il controllo della Subaru e per cercare di evitare le due auto in sosta (in realtà prese entrambe in pieno) ha puntato contro il cassonetto senza rendersi conto della presenza dello sfortunato Civetta.

Il giudice, al termine dell’interrogatorio, ha accolto la richiesta del pubblico ministero Massimo Astori non solo di convalidare l’arresto, ma di ordinare la custodia in carcere. Per il magistrato c’è sia il pericolo di reiterazione del reato (da cinque anni Maicol Canton gira e guida - prova ne è il controllo della polstrada di Como che ha fatto scattare la revoca della patente - pur con la licenza sospesa dal lontano 2017) sia il possibile inquinamento delle prove, legato a quello che avrebbe detto il giovane sia alla testimone che al titolare della pizzeria dove lavorava la vittima: non è successo niente - avrebbe riferito - non chiamate i carabinieri, non ce n’è bisogno.

Intanto venerdì 28 gennaio a Musso sarà officiato il funerale di Giorgio Civetta, morto mentre stava buttando la spazzatura in un cassonetto a un mese dalla pensione.

(Paolo Moretti)

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