Variante della Tremezzina  Grandola ed Uniti protesta  «L’Anas dica cosa succederà»
L’incrocio tra le vie Binadone e Cascinello Rosso con Regina a Grandola ed Uniti diventerà una rotonda per smistare il traffico da e per il polo logistico della variante (Foto by Selva)

Variante della Tremezzina

Grandola ed Uniti protesta

«L’Anas dica cosa succederà»

Il neo sindaco: «Rischiamo di diventare un enorme deposito di macerie»

L’area verde accanto alla Rosa Blu e quella di fronte, a valle delle strada statale, saranno strategiche per i lavori della variante della Tremezzina. Da una parte sorgerà il villaggio degli operai, dall’altra il centro organizzativo con gli uffici e la discarica del materiale di scavo. Dopo vent’anni di discussioni e confronti sul progetto, Anas ha comunicato al territorio che è necessario chiudere la strada a Colonno per quattro mesi (a partire dal 29 novembre, ndr), individuando anche le aree in cui accumulare lo smarino dei nove chilometri di galleria.

Una di queste è a Grandola, in località Binadone, e il sindaco neoletto, Angelo Adamo, è molto chiaro in proposito: «Sono a favore della variante, ma al momento non sono né a favore né contro il progetto di deposito al Binadone. Voglio semplicemente vederci chiaro, ma saranno i cittadini di Grandola a dirmi se accettare i propositi dell’Anas o meno».

A monte della statale, nei pressi della Rosa blu dell’Anffas, verranno realizzate, come detto, le casette prefabbricate destinate ad accogliere le maestranze; a valle, all’imbocco della strada per Bene Lario, gli uffici e la sede operativa; più avanti, nell’area del Binadone, verrà creata la montagna di materiale di scavo proveniente dalla galleria di Griante, spetta al sindaco l’ultima parola.

Si ipotizza un polo logistico per 200 persone impegnate a vario titolo nei lavori della variante della Tremezzina.

«Sono stato votato dai cittadini e desidero che siano loro ad esprimersi – ribadisce Adamo – Inviterò pertanto l’Anas - dirigenti e ingegneri - a una riunione pubblica in paese, in occasione della quale dovranno illustrare in dettaglio cosa intendono fare a Grandola e chiarire tutti i dubbi della gente».

Il materiale depositato, in base ai programmi Anas, dovrebbe poi venir macinato sul posto e utilizzato per fare il calcestruzzo da riutilizzare per la volta del tunnel: «Il riciclo del materiale è indubbiamente un aspetto positivo – commenta ancora Adamo – Ma per anni, a Grandola, rimarrà un enorme deposito di detriti, anche se regolarmente rinnovato».

«E allora vogliamo piena rassicurazione anche in merito ad eventuale inquinamento del terreno e della falda acquifera, che poi arriva fino al laghetto di Piano Porlezza, dove c’è la riserva naturale» aggiunge il sindaco.

Qualche perplessità il sindaco di Grandola non la nasconde per come è stata gestita l’operazione variante dall’Anas. «Si tratta di un’opera enorme, di cui si parla da anni – dice – Eppure della chiusura della strada per quattro mesi a Colonno e della necessità di creare delle discariche nel territorio abbiamo appreso solo pochi mesi fa».

«Ora sono i sindaci che si trovano costretti a prendere posizione, col rischio di assumere decisioni che potrebbero risultare in qualche modo impopolari e condizionare un progetto sicuramente indispensabile per la sponda occidentale lariana. Ecco – conclude Adamo – in questo senso sono critico e mi sarei aspettato un confronto che partisse più da lontano. Adesso siamo al dunque, ma come ripeto, a Grandola sarà la cittadinanza ad esprimersi».

(Gianpiero Riva)


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