Anche dal Lario l’addio a Elisabetta: un filo di seta lega Como alla regina

La scomparsa Il dono di nozze dell’allora presidente De Nicola furono stoffe prodotte qui. E per 70 anni è stata la Canepa il fornitore del sarto di fiducia di Buckingham Palace

Anche dal Lario l’addio a Elisabetta: un filo di seta lega Como alla regina
Elisabetta e Filippo nel giorno delle nozze

Un filo di seta lega Como alla regina Elisabetta d’Inghilterra, scomparsa ieri.

Ed è un filo che parte da lontano. Nel novembre del 1947 l’allora capo provvisorio dello Stato, Enrico De Nicola, in occasione del matrimonio di Elisabetta d’Inghilterra con il principe Filippo, fece pervenire alla futura regina, quale dono di nozze, 19 stoffe di seta purissima, per un totale di 190 metri, tutte di produzione comasca ad eccezione di due articoli provenienti da Caserta. Sono tessuti «del tutto eccezionali sia per la purezza della materia prima, sia per l’accuratezza della lavorazione», riferisce La Provincia in un servizio del 12 novembre.

Le ditte

Lo stesso quotidiano stila un elenco delle ditte comasche che hanno prodotto tale splendore, con una sintetica descrizione della tipologia dei vari tessuti: «Braghenti e C: broccato di seta pura color verde marcio; Camozzi e Bertolotti: laminato di stile antico a colori; Clerici Taroni S.A.: damasco di seta pura color glicine; Industrie Seriche Taroni: taffetas scozzese seta pura rosa, azzurro e bruno; Enrico Rosasco: taffetas per abito da sera bianco operato in seta pura pesante; Terragni e C: broccato granata di seta pura; Tessilstampa S.A.: crespo stampato a più colori su fondo beige; Tessitura serica Bini: crespi di China “Cady”, grigio, granata e nero; Marelli S.A. di Cantù: laminato bianco e laminato oro su fondo arancione stile antico; Alfredo Redaelli di Rancio di Lecco: velluti in tutta seta nei colori nero, azzurro e rosa; S.A. Edoardo Stucchi di Lurate Caccivio: damasco in seta pura color celeste».

Il dono risulta particolarmente gradito e, infatti, non tardano a giungere a De Nicola i ringraziamenti della sposa, subito riportati dalla stampa: «(...) Desidero inviarvi i più profondi ringraziamenti per il magnifico dono di sete italiane così varie e diverse e di così squisito disegno che avete voluto inviarmi anche a nome del popolo italiano (...) Chiunque le ha vedute le ha ammirate. Potete essere sicuro che io le porterò e le adopererò con vera gioia». Il rapporto tra Como e i Windsor datava però dal 1937, quando la Taroni fu selezionata tra i fornitori della casa reale.

Richieste dal sarto

«Dai Sessanta fino a una decina d’anni fa abbiamo ricevuto richieste di lavorazioni molto particolari dal sarto di fiducia di Buckingham Palace- dichiara Michele Canepa che nel 1999 ha acquisito la storica tessitura da Giampaolo Porlezza - È uscita dalla fabbrica di Grandate la seta usata per il candido completo, sfoggiato da Elisabetta in occasione delle nozze di Carlo con Camilla. Pare sia stata proprio Sua Maestà a volerlo bianco, colore della purezza (lanciato come moda dalla regina Vittoria) che la Parker Bowles ha avuto timore d’osare».

Infatti si è presentata nella cappella di St. George con un soprabito di mikado color grigio perla realizzato da Taroni. Tradizione rispettata invece per l’abito di nozze di Kate Middleton, una candida e preziosissima texture sempre opera dell’opificio lariano ben noto anche ad altri palazzi reali.

Per trovare un membro della famiglia reale sul Lario bisogna andare invece al 1965, quando Filippo d’Edimburgo prese parte a Villa d’Este al “Bilderberg”, una sorta di meeting Ambrosetti ante litteram.

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