Elide Greco, il saluto degli amici
«Un vulcano di energia e solidarietà»

Gaffuri: «Capiva tutti i bisogni della gente». Paini: «Ti faceva dare il meglio» - La “sferruzzatrice”: «Ha seminato tanto e bene». Il funerale domani alle 10, a Olgiate

Un vulcano di energia, di capacità d’iniziativa, di voglia di darsi da fare per il prossimo.

Non c’è retorica nei ricordi che Elide Greco - l’insegnante di danza, ex consigliere comunale e protagonista di tante iniziative solidali stroncata venerdì, a 55 anni, dalla malattia - ha lasciato nelle persone che l’hanno conosciuta. Anzi, c’è quasi sempre l’aneddoto che strappa il sorriso, e restituisce tutta la vitalità di questa donna straordinaria.

Luca Gaffuri , ex consigliere regionale Pd, aveva conosciuto Elide una dozzina d’anni fa, come allievo della sua scuola di danza: «Le chiesi se voleva impegnarsi in politica - racconta - Accettò di candidarsi per le elezioni a Como e venne eletta, da quel momento non smise mai di impegnarsi, in particolare seguiva le frazioni a nord della città. Negli ultimi anni si dedicava anche ai quartieri di edilizia residenziale popolare, in particolare via San Bernardino da Siena. Era una persona che faceva fatica a stare ferma, aveva capito che i bisogni a cui si doveva dare risposta erano diversi, da una parte c’erano le persone più povere, dall’altra la gente che aveva bisogno di maggiore socialità. Aveva fatto propria questa idea dei “pezzotti” nata dalla famiglia di don Roberto Malgesini e l’aveva portata a Como e da qui in tutta Italia, distribuendo ai senza casa coperte realizzate cucendo i quadrotti. Così riusciva a dare una risposta a persone senza casa ma anche a far sentire utili e in rete tante persone che stavano a casa e avevano bisogno di allacciare rapporti con l’esterno. L’ultima iniziativa con le sferruzzatrici l’aveva organizzata per il 29 aprile, nel messaggio che mi aveva mandato diceva: questa iniziativa la faremo, se ci sarò io bene, se no andate avanti voi».

E l’esercito delle sferruzzatrici infatti va avanti a lavorare, già ieri erano lì, aghi in mano, perché questo era il mandato di Elide: «Lei era un vulcano, ci spronava in continuazione- ricorda Teresa Pozzi Fatigati , la sferruzzatrice cui Elida ha lasciato il compito di portare avanti il progetto delle coperte - Diceva che questo impegno deve assolutamente andare avanti, perché c’è gente che ne ha bisogno. E infatti anche ieri abbiamo portato le coperte ai profughi ucraini».

Il progetto conta su 60 referenti, ciascuna delle quali coordina fino a 30 collaboratrici. un vero esercito, quasi 1800 signore sparse in tutta la provincia di Como ma anche a Modena, Salerno, Belluno. «Una persona unica - continua Teresa - passavamo ore al telefono a parlare dei progetti, la chiamavano tutti. Ha seminato tanto e bene».

Anche perché era impossibile dirle di no, come ricorda Francesca Paini , presidente della Fondazione Scalabrini: «Elide l’ho conosciuta il 26 dicembre del 2000, quindi non molto tempo fa, ma è riuscita a travolgermi. Mi aveva chiamato per due anziani che vivevano in una baracca, io non mi ero mai occupata di senza fissa dimora ed eravamo a Natale: ma quella sera stessa trovammo una soluzione. Perché lei ti costringeva a dare il meglio di te stessa, io credo che mettesse in gioco il suo lato “maestra di danza”. Poi seguì quella coppia con devozione filiale. Lavorare con Elide era molto impegnativo, ti coinvolgeva in situazioni piene di problemi, ma sentivi che questa cosa lei l’avrebbe fatta con o senza di te e quindi non potevi proprio lasciarla sola. Una donna meravigliosa. L’ultima volta che l’ho vista, all’inaugurazione della Casa delle Mamme, mi ha detto: hai un impegno, nessuno dorme per strada a Como. Ecco questo dobbiamo fare per lei, per onorare la sua memoria».

Il funerale di Elide Greco si svolgerà domani alle 10 nella chiesa di Olgiate Comasco.

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