I vari pezzi della bottiglia portano a Omar Querenzi

Indagini Proseguono le ricerche per comprendere cosa sia successo in via Giussani, quando Giuseppe Mazza è stato brutalmente ucciso con un coccio di vetro

Nella mano di Giuseppe Mazza era stato trovato un coccio di vetro. Ora, da quanto è stato possibile apprendere, anche quel pezzo di vetro ha assunto una importanza non secondaria nell’attività di indagine per cercare di ricostruire le responsabilità da attribuite a Omar Querenzi oltre all’ora del delitto, alle modalità, al fatto che il ragazzo solo poco prima aveva ferito alla gola un altro giovane e che era anche stato riconosciuto negli indumenti come presente a Rebbio quella mattina.

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Il coccio, infatti, è di una marca di vino e nelle mani del povero pensionato ucciso era rimasta la parte dell’etichetta. Gli uomini della squadra Mobile di Como sono poi riusciti – in queste ore – a ricostruire la collocazione anche degli altri pezzi di vetro di quella bottiglia. Il più importante è il collo della bottiglia, trovato vicino a dove Querenzi è stato fermato dagli agenti, quasi come se se ne fosse liberato all’ultimo momento alla vista delle volanti che stavano sopraggiungendo per bloccarlo.

Ma altri cocci di vetro sono poi stati trovati nel punto dove Querenzi avrebbe prelevato la bottiglia, ovvero da un cassonetto di via Magni , poco distante. Alcuni testimoni avrebbero visto un ragazzo sovrapponibile al giovane di Albiolo rovistare tra i rifiuti, estrarre una bottiglia e romperla allontanandosi verso via Paoli. Dove avrebbe poi incrociato il ventiquattrenne del Salvador (ferito e alla gola) e, in seguito, il povero Mazza.

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