Il killer si finse Nadia:   «Non cercatemi»
Nadia Arcudi con il cognato Michele Egli

Il killer si finse Nadia:

«Non cercatemi»

Mail a fidanzato e amici partita dall’indirizzo della vittima dopo la morte: «Voglio stare per conto mio»

Ore 15.15 di un uggioso sabato pomeriggio, quasi venti ore dopo il delitto. Dall’indirizzo di posta elettronica di Nadia Arcudi parte una mail indirizzata al fidanzato, a un’amica, alla sorella e al cognato. «Non mi cercate» si legge. «Voglio stare per conto mio» prosegue il testo, nel quale si fa cenno a un momento di crisi e di malessere esistenziale: «Ho anche buttato via i biglietti per il concerto dei Coldplay». Ecco come l’assassino della maestra di Stabio voleva sviare le indagini: facendo credere che la vittima si fosse allontanata di casa volontariamente o, peggio, avesse deciso di farla finita. Se gli inquirenti riusciranno a dimostrare che la mail l’ha inviata Michele Egli, il cognato in cella con l’accusa di aver ucciso la donna e di essersi poi sbarazzato del corpo, gli indizi a suo carico si farebbero oltremodo pesanti.

I servizi sul delitto di Rodeo nell’edizione de La Provincia in edicola domenica 23 ottobre


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