Il padre accoltellato salvato dai vicini
«Urlava: mio figlio vuole uccidermi»

Carbonate Il racconto dell’inquilina che ha accolto in casa l’uomo disperato e sanguinante

Ha vissuto momenti di terrore vero anche l’inquilina della palazzina di via Fabio Filzi nella cui casa si era barricato venerdì sera Barra Sylla dopo che il figlio di 23 anni, Sidy, lo ha aggredito con un grosso coltello da cucina.

Il genitore, al quale sono state riscontrate lesioni guaribili in una decina di giorni, se l’è cavata, ma la furia del figlio, arrestato e trasferito in carcere con l’accusa di tentato omicidio, è un’immagine che nella palazzina hanno tutti ben impressa. È stato un venerdì di ordinaria follia.

«Erano circa le sette di sera – ha raccontato l’inquilina – quando a un certo punto questo signore è entrato in casa. In quel momento non c’era neanche mio marito. Era disperato, urlava e urlava. Ripeteva che c’era il figlio che voleva ucciderlo. Aveva sangue dappertutto. Aveva diverse ferite sulla testa e un buco sulla nuca. Era disperato e noi terrorizzati. Ci siamo barricati in casa, per fortuna abbiamo la porta blindata, ma lui ha provato in ogni modo a buttare giù la porta a pedate. Era scatenato. E il padre una maschera di sangue».

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