Muore di crepacuore dopo la moglie  Il figlio: «Vivevano l’uno per l’altra»
Giovanni Porro e Marina Bulgheroni erano sposati da 64 anni

Muore di crepacuore dopo la moglie

Il figlio: «Vivevano l’uno per l’altra»

Olgiate Un infarto ha stroncato Giovanni Porro, 92 anni,

«Ha accudito fino all’ultimo la mamma, quando è mancata

diceva “cosa ci faccio qui ora?”»

Sposati da 64 anni muoiono a distanza di un mese. Lei - Marina Bulgheroni, 86 anni – è morta il 22 aprile. Lui –Giovanni Porro, 92 anni – è deceduto mercoledì della scorsa settimana. Insieme da una vita – 64 anni di matrimonio, senza contare quelli di fidanzamento – non potevano immaginare di vivere l’uno senza l’altro. Un amore d’altri tempi, nato e cresciuto nell’arco di duecento metri. Quelli che separavano l’abitazione di lei, in via Carducci, dalla casa di lui in via Luraschi.

Dalla loro unione sono nati i figli Claudio e Mariella. Una coppia affiatata, che ha condiviso gioie e difficoltà, unita dalla certezza di poter contare sempre l’uno sull’altro, sino alla fine.

«La mamma, malata da tempo, è andata in coma il giorno di Pasqua per una ischemia; ricoverata all’ospedale di Varese, è morta il 22 aprile senza neanche poterla vedere e assistere a causa delle misure anti-Covid – spiega il figlio Claudio – Il papà ha avuto un arresto cardiaco all’improvviso nella serata di mercoledì scorso. Non aveva particolari patologie, se non gli acciacchi dovuti all’età. L’ho trovato riverso sugli scalini. Nonostante i soccorritori abbiano cercato di rianimarlo per 35 minuti, non c’è stato nulla da fare».

Ha seguito la moglie. «È mancato un pezzo dell’altro – conferma il figlio – Specialmente negli ultimi due anni e mezzo mio papà è sempre stato appresso alla mamma, accudendola in tutto. Da quando è venuta a mancare la mamma, si è accorto che non aveva più il suo punto di riferimento e quasi la sua stessa ragione di vita. Nell’ultima settimana continuava a dirmi “cosa sono qui a fare, sono qui da solo”. Benché gli facessi presente che c’eravamo anche noi, qualcosa in lui si era spento».

Entrambi erano molto conosciuti e stimati. Lei, per tanti anni operaia alla Monteoliveto, era molto attiva nell’ambito del gruppo pensionati “Insieme”. Lui, per 44 anni capo telaio alla Boselli, era un grande sportivo e molto impegnato nel volontariato. Tra i primi iscritti all’Avis di Olgiate, storico componente del Corpo musicale olgiatese. È stato insignito di una benemerenza per aver suonato (la tromba) per 40 anni ininterrottamente nella banda.

«Dal 1945 al 1955 ha praticato atletica leggera – racconta il figlio - Ha vinto i campionati provinciali e nel 1950 entrò a far parte della Nazionale di atletica militare, con la quale prese parte ai campionati internazionali militari del 1950 a Pau, in Francia, dove si classificò sesto nei 1.500 metri e quinto nei 10.000 metri».

Con il fratello gemello Enrico partecipò a diverse gare, fra cui la Pre Nimega. Lasciò l’atletica nel 1956, quando si sposò, ma gli rimase la vena sportiva. Nel 1970 si iscrisse alla Federazione italiana nuoto. Dal 1983 al 2000, quando era già in pensione, insegnò nuoto tra Varese e Como.

«Ha insegnato nuoto a metà degli olgiatesi – aggiunge il figlio – Negli anni ’70 è stato assistente bagnante alla Pinetina; per 2-3 anni, tutti i giorni ha stretto la mano ai giocatori dell’Inter».

Le sue ceneri saranno tumulate nel cimitero di Olgiate accanto a quelle della moglie. (Manuela Clerici)


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