Olgiate, «Il Covid è nell’acqua»  Falso addetto deruba pensionato
Il palazzo de “Il Sole” dove il truffatore ha colpito con la scusa del Covid nell’acqua

Olgiate, «Il Covid è nell’acqua»

Falso addetto deruba pensionato

Spariti i contanti e tutto l’oro, la vittima ha 80 anni

Un uomo sulla quarantina e di corporatura robusta

C’è il Covid nell’acqua del rubinetto: è una truffa. In azione falsi tecnici. Controlli a domicilio contro la presenza del coronavirus: è la scusa utilizzata da un truffatore per entrare nelle abitazioni. E purtroppo un pensionato di ottant’anni, residente nel condominio “Il sole”, è cascato nel raggiro.È stato derubato di tutto l’oro che indossava e di 200 euro in contanti.

I malviventi non si fermano nemmeno davanti a un’emergenza sanitaria grave qual è quella del Covid-19, anzi ne approfittano per truffai danni soprattutto di anziani soli.Come nel caso del pensionato finito nei giorni e scorsi nella rete di un truffatore – sui 35-40 anni, di grossa corporatura – che si è presentato al domicilio della malcapitata vittima come un tecnico dell’acquedotto. Ha agito con fare professionale e rassicurante per conquistare la fiducia dell’anziano.

Ha suonato al campanello e, quando l’anziano ha risposto, gli ha chiesto conferma del cognome (che evidentemente aveva letto sul citofono), per fargli credere che fosse un controllo mirato.

Si è presentato come un tecnico incaricato di controllare la presenza di tracce di Covid nell’acqua. Gli ha chiesto di farlo entrare per poter verificare se nell’acqua di casa fosse presente il coronavirus.

Il pensionato ingenuamente gli ha aperto la porta del suo appartamento, prendendo sul serio la richiesta di accertamento, complice anche il potenziale rischio per la salute – ha pensato – nel caso avesse utilizzato acqua contenente tracce di Covid.

«Una volta all’interno – racconta il pensionato che, ancora scosso, preferisce mantenere l’anonimato – mentre io controllavo il rubinetto in bagno e lui faceva altrettanto in cucina, a un certo punto mi ha chiesto di mettere tutti gli oggetti d’oro in un sacchetto e di riporli in frigorifero per evitare contaminazioni non so bene di che genere. Purtroppo gli ho dato retta. Ho tolto l’orologio d’oro che avevo al polso, l’anello di fidanzamento e la fede nuziale e ho seguito alla lettera le sue indicazioni». Nel bottino anche 200 euro che l’imbroglione ha fraudolentemente sottratto al pensionato.

Da esperto del genere, il truffatore ha distratto il malcapitato giusto il tempo di aprire il frigorifero e rubare i preziosi. Con una scusa si è poi velocemente allontanato con il maltolto. Quando il pensionato ha aperto il frigorifero per recuperare gli oggetti che vi aveva riposto, ha purtroppo scoperto che non c’erano più e si è reso conto di essere stato raggirato. Ha chiamato la polizia locale, ma del truffatore ormai non c’era più traccia. (Manuela Clerici)


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