Ronago e il suo Beato
«Medico e missionario
sempre nel cuore»

Il 27 marzo di trentacinque anni fa la scomparsa di padre Giuseppe Ambrosoli in Uganda. Cerimonia con il vescovo Cantoni, che ne ricorda la vita

«Per fare un uomo, ci vuole un villaggio»: il vescovo Oscar Cantoni ricorre ad un proverbio africano, nell’omelia pronunciata ieri sera durante la Messa alla vigilia dell’anniversario della morte di padre Giuseppe Ambrosoli.

Il 27 marzo di 35 anni fa, concludeva infatti la sua vita terrena il medico e missionario che sarà beatificato nel novembre prossimo. Una storia ben conosciuta, la sua. Era stato costretto dalla guerriglia a lasciare la sua missione di Kalongo, Uganda, ospedale e scuola per ostetriche, ma da trent’anni, per servire Dio e i fratelli sofferenti, aveva già lasciato tutto, una brillante carriera medica, la sua famiglia di industriali del miele, la sua terra .

Proprio in questa terra, in questo paese così piccolo, padre Giuseppe è diventato ciò che è stato e che è, un Beato, il primo Beato delle Terre di frontiera: l’ha sottolineato il vescovo, spiegando che «nessuno diventa cristiano da solo, né immediatamente. Tutti abbiamo bisogno di essere aiutati a crescere come discepoli del Signore respirando un clima ordinario di vita cristiana, accompagnati da persone molto concrete che già vivono, con semplicità e nella gioia, da discepoli del Signore e ne testimoniano la bellezza e la fecondità».

Ai piedi dell’altare, è stata invece posta una gigantografia di padre Giuseppe, ricavata da una fotografia scattata l’ultima volta in cui venne in Italia e celebrò Messa a Ronago. Era il 1986; la foto fu scattata da un giovane della parrocchia, Agostino Grisoni, oggi sindaco, ieri seduto in prima fila con la fascia tricolore a sottolineare l’importanza di questo momento. Il primo cittadino ha ricevuto il vescovo che è arrivato mezz’ora prima della messa, ha salutato ad uno ad uno i fedeli nella chiesa già gremita. La famiglia Ambrosoli, era rappresentata dal signor Sandro, fratello di Padre Giuseppe e dai nipoti Roberto, Maria Pia e Silvia, tra gli altri. (Maria Castelli)

© RIPRODUZIONE RISERVATA